con Temporary Band
Arriva a Bolzano il progetto dedicato a Pino Daniele con la direzione artistica del Parioli Theatre Club e curato dalla Temporary Band.
Una band di eccellenze celebrerà il cantautore che, con la sua arte, ha portato l'animo di Napoli in giro per il mondo, segnando la storia della musica italiana con le sue sonorità soul e i suoi testi delicati.
Simone Graziano: piano
Francesco Ponticelli: bass
Marco Frattini: drums
Il concerto in anteprima del sorprendente trio EMEM presenta un collettivo fondato da Simone Graziano, Francesco Ponticelli e Marco Frattini. Il progetto nasce con l’idea di cercare un suono identitario caratterizzato dalla semplicità della forma, talvolta con brani che appaiono come canzoni che si potrebbero ascoltare alla radio, talvolta con ritmi reiterati propri della tradizione minimalista.
Aperto alla scrittura così come all’improvvisazione, il concerto si muove in una direzione fortemente emotiva, volta a coinvolgere lo spettatore nelle dinamiche musicali del trio.
Free music, minimalismo nordico, sequenze “dark” e originalità totale.
“Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.
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