Il suono delle immagini - mostra collettiva - Pubblicato da Vijion Art Gallery

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Dalla fine del XIX secolo, la musica ha avuto un'influenza significativa sulle creazioni visive degli artisti. La mostra “Il suono delle immagini” cerca di esplorare la misura in cui la musica ha ispirato la pittura e la scultura. Esamina il modo in cui le strutture musicali, le leggi compositive, i movimenti ritmici o le forme sonore vengono trasferite nel campo visivo. L'arte astratta svolge un ruolo fondamentale in questo ambito, essendo generalmente più legata alle leggi dell'armonia o alle corrispondenze sonore della musica.

“L'essenza primordiale del colore è un suono onirico, è la luce che è diventata musica”. Con queste parole il pittore Johannes Itten ha formulato la sua ricerca sinestetica. L'immaterialità dei colori, la loro qualità di onde luminose eteree correlate a onde sonore acustiche, hanno ispirato gli artisti a trovare nuovi modi di espressione fin dall'inizio del modernismo. La musica e l'arte visiva hanno potuto dispiegarsi in uno spazio libero. Uno spazio libero che gli artisti hanno continuato ad ampliare nel XX secolo per arrivare infine alla svolta della pittura non rappresentativa. Ciò che ha sempre affascinato i pittori della musica è stata la sua immaterialità e la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile. Il campo di sperimentazione centrale dell’arte visiva ha tratto impulsi decisivi dalla tensione magnetica tra musica e pittura.
La mostra “Il suono delle immagini” è un tentativo di mettere in relazione il visibile con l'invisibile. In sostanza, la mostra si concentra sull'identificazione delle evidenti influenze della musica sulle arti visive sulla base di opere d'arte selezionate in proposito. Non sorprende che siano incluse opere di arte astratta, poiché il distacco da un contesto rappresentativo è il prerequisito principale per un linguaggio visivo libero e autonomo. I fenomeni del ritmo, della dinamica, della velocità, della simultaneità o della cadenza e la relativa immaterialità sono sorprendenti e si riflettono nell'astrazione. Le analogie musicali sono quindi motivi di ispirazione per gli artisti visivi per esplorare i principi ritmici e melodici.
Ciò che accomuna gli artisti visivi esposti alla musica è l'elevazione di un'estetica dell'interezza e la ricerca di una sinergia di forme espressive che stimolino tutti i sensi. La simbiosi che ne deriva tra musica e arte visiva porta a un atto di liberazione radicale e quindi all'indipendenza di colori, forme e strutture. L'ambizione è, come ha detto l'artista tedesco Günter Fruhtrunk, di utilizzare “l'effetto del colore come mezzo pittorico, l'energia sensuale, il non-colore come energia e la ritmicità come principio più profondo dell'attività mentale”.

Artisti partecipanti: Manuela Bedeschi, Flavio Senoner, Karsten Hein, Rabeah Mashinchi, Jeremi Ca, Gerhard Hotter e Laura Pan

Manuela Bedeschi
Manuela Bedeschi si concentra su un particolare modo espressivo in cui la luce - soprattutto quella del neon - è parte essenziale della sua riflessione. Nelle sue opere, la dimensione filosofica e spirituale della sua ricerca può essere osservata in modo profondo e intenso.
Flavio Senoner
L'artista è interessato agli effetti ottici che nascono dall'interazione tra materiale, struttura, movimento e luce. Gli elementi lignei giustapposti creano tensioni che affascinano, stimolano e sfidano lo spettatore.
Karsten Hein
Nato ad Amburgo nel 1937, l'artista è entrato in contatto in giovane età con l'arte concreta dell'artista svizzero Richard Paul Lohse. Crea straordinarie composizioni scultoree di campi di colore.
Rabeah Mashinchi
Bruschi contrasti, variate oscillazioni di colore e l'abbagliante gioco di linee e strutture permutate sono elementi fondamentali del lavoro artistico di Rabeah Mashinchi.
Jeremi Ca
Per l'artista francese Jeremi Ca la linea e l’elemento essenziale. Linee ripetitive che portano avanti una riflessione profonda sulla pittura come spazio della mente, come luogo in cui lo spirito interiore si manifesta. È qui che la pittura diventa silenzio, vortice, visione.
Gerhard Hotter
Nel suo lavoro, Gerhard Hotter esplora il potenziale pittorico e poetico delle strutture matematiche. L'esame del sistema logico dei numeri porta a strutture visive che organizzano ritmicamente il campo pittorico.
Laura Pan
Gli universi pittorici di Laura Pan ci conduce in ampi spazi privi di gravità. Usa la pittura come spazio mentale, per celebrare i movimenti interiori e le contrazioni dell’anima. Linee in movimento sono l’espressione dei cambiamenti e mutazioni dell’esistenza.

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 27 Giu 2025 al 19 Lug 2025

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 27 Giu 2026 al 26 Lug 2026
    I ghiacciai sono archivi del tempo. Conservano millenni di clima, movimento e memoria. Ma mentre scompaiono, non svanisce solo il ghiaccio: anche una parte del nostro rapporto con il paesaggio, con la storia e con noi stessi entra in crisi. La mostra missing glaciers – missing me affronta la perdita dei ghiacciai come fenomeno ecologico, ma anche personale ed emotivo. Tra osservazione della natura e auto-riflessione si crea uno spazio in cui i confini tra paesaggio esterno e percezione interiore si dissolvono. Al centro dell’installazione si trova un tappeto intrecciato con coperte termiche di emergenza, mantenuto costantemente in movimento da ventilatori. La superficie cangiante richiama acqua, ghiaccio e riflessi di luce, ma rimanda anche ai teli protettivi bianchi con cui oggi si cerca di preservare alcune porzioni di ghiacciaio dallo scioglimento. La coperta termica diventa così simbolo di una condizione paradossale: il desiderio umano di conservare ciò che è già irreversibilmente in trasformazione. Lastre di vetro rivestite attraversano lo spazio. I loro colori cambiano a seconda dell’angolo di osservazione e dell’incidenza della luce, proprio come le forme in continuo mutamento di ghiaccio, acqua e atmosfera. Tra queste sono collocati degli specchi che confrontano ripetutamente i visitatori e le visitatrici con la propria immagine. La questione della scomparsa dei ghiacciai diventa così anche una riflessione sulla propria posizione all’interno di questi processi di cambiamento. Le pitture riprendono motivi di acqua, nuvole e ghiaccio. Grandi superfici pittoriche mostrano stati fragili tra condensazione e dissoluzione. Altre opere integrano specchi su cui è stata spruzzata acqua di ghiacciaio. Le tracce risultanti ricordano superfici appannate o in fase di scioglimento e creano l’impressione di un momento immediatamente successivo al disgelo – come se l’assenza del ghiaccio fosse ancora visibile. missing glaciers – missing me interpreta il ritiro dei ghiacciai non solo come un problema ambientale, ma come una perdita di memoria, orientamento e identità. La mostra invita a riflettere sul legame tra l’esistenza umana e i paesaggi in trasformazione – e su ciò che accade a noi quando scompare ciò che a lungo abbiamo dato per scontato.
  • L'evento si tiene dal 31 Mag 2026 al 13 Set 2026
    Biennale Gherdëina è una biennale d’arte contemporanea con sede in Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. “Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens. Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. In questo ambiente, i giardini possono fornire nutrimento sia al corpo che allo spirito, prestandosi quali luoghi di rifugio, possibilità e rinnovamento, per tutte e tutti. La mostra si articola in capitoli distinti, ognuno dei quali esplora un diverso aspetto di quel costrutto umano che chiamiamo giardino. Simbolicamente, metaforicamente ed emotivamente, i temi ruotano attorno alle nozioni di “Commoning” (Condivisione comune) — dove assumono un ruolo centrale la coltivazione e la condivisione del cibo, insieme alla cura e alla preservazione di ciò che rimane di ogni forma di vita. Un altro capitolo, intitolato “Divine Love and Growth” (Amore divino e crescita), invita a riflettere sul giardino quale simbolo di fioritura spirituale e di trascendenza. La mostra approfondisce ulteriormente il concetto di “Violent Garden” (Giardino violento), affrontando l’urgente necessità di decolonizzare il giardino – mettendo in discussione la visione antropocentrica e liberando spazio affinché animali e natura possano muoversi senza restrizioni, riconquistando la propria autonomia. Il capitolo dedicato alla “Queer Ecology” (Ecologia queer) si interroga sul motivo per cui la natura viene spesso percepita come intrinsecamente queer, ampliando il discorso sulla diversità e la fluidità all’interno dei sistemi ecologici. Esploriamo poi il concetto di “Botanical” (Botanico) — l’ordinamento e la classificazione degli esemplari vegetali — in opposizione a “Gardens as Spaces for Reflection and Poetry” (Giardini quali spazi di riflessione e poesia), dove i giardini si trasformano in luoghi di introspezione, bellezza e immaginazione creativa.”
  • L'evento si tiene dal 25 Lug 2026 al 16 Ago 2026
    Mostra "Between Two Worlds" - Mathis Gabillard, Clemens Gerber, Joséphine Jobard, Damian Piazza “Between Two Worlds” (tra due mondi) Il concetto alla base di “Between Two Worlds” esplora i momenti di transizione — quegli stati che si collocano tra ciò che è stato e ciò che deve ancora venire. Piuttosto che concentrarsi su opposti ben definiti, la mostra si interessa allo spazio che li collega: la soglia in cui realtà diverse si sovrappongono, dove le identità mutano e dove il cambiamento avviene silenziosamente. Il titolo riflette non solo le opere stesse, ma anche la situazione comune degli artisti. Sono arrivati a Val Gardena da luoghi diversi e hanno trascorso anni ad imparare, lavorare e crescere insieme. Ora i loro percorsi iniziano a divergere. Questa mostra occupa quel breve momento intermedio: né un inizio né una fine, ma un punto di passaggio in cui le esperienze vengono condivise un’ultima volta prima che si aprano nuovi viaggi. Il blu è il colore che è stato scelto in modo naturale per questa idea. Trasmette sia distanza che intimità, calma e profondità. Può evocare contemporaneamente il cielo, l’acqua, l’ombra, il ricordo e la possibilità. È un colore che raramente appare statico; al contrario, sembra esistere in un costante stato di divenire. Per questo motivo, entra in risonanza con il tema centrale della mostra: la transizione e l’intermedietà. Piuttosto che presentare risposte definitive, la mostra invita gli spettatori a riflettere su momenti che sfuggono a una definizione semplice — situazioni in cui due realtà coesistono, si sovrappongono o si trasformano l’una nell’altra.

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..