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L’artista meranese presenta la propria opera e il suo sviluppo nel tempo: dagli inizi dedicati alla figura umana, per passare a scorci e vedute di luoghi, e arrivare infine agli oggetti che vengono definiti da Quaresima stesso “contenitori di memoria”. In particolare, la sua attenzione è attirata da utensili di uso quotidiano, come tazze o vasellame, che attraverso una raffinata tecnica pittorica e all’uso di colori particolarmente intensi e brillanti sembrano prender vita, palpitare. E anche nei gruppi di insieme, affastellati, mantengono la loro singolare unicità. Entrata libera