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L’Associazione culturale lasecondaluna riprende la stagione espositiva 2022 nella cornice del tema biennale dello “Spazio Umano – Human Space”. La quarta mostra, a cura di Gabriele Salvaterra, sarà “Forme ibride” che esporrà le opere pittoriche in stile neo-bizantino (ma non solo) dell’artista trentino Ismaele Nones. L’inaugurazione si terrà venerdì 7 ottobre alle ore 18:00 presso la Sala espositiva di via Pietralba 29 a Laives. Riprende in autunno la stagione di mostre lasecondaluna: dopo le due esposizioni fotografiche “Uno, nessuno, centomila” di Claudia Corrent ed “ENRICO PEDROTTI. PRESENZE.”, seguite da “Forze d’attrazione. Opere dall’Istituto per la Grafica d’Arte Merano”, è il turno di “Forme Ibride” che, curata da Gabriele Salvaterra, sarà dedicata alle opere del giovane artista trentino Ismaele Nones. Le particolari opere di Ismaele Nones rappresentano soggetti contemporanei ed episodi personali dell’artista nello stile iconico neo-bizantino. Sottolinea il curatore Gabriele Salvaterra “All’interno del nitido trattamento iconico bizantino che molti di noi sono stati abituati a vedere tanto nelle tavole dipinte quanto nelle decorazioni delle chiese di tutti i tempi […], i personaggi di Nones, pur rispettosi di quello stile, si trovano affaccendati in occupazioni tutt’altro che sacre, piuttosto attuali, calati in ambienti molto prosaici. Imbarazzati ritrovi a bordo piscina, nudi femminili su poltrone di design, paesaggi urbani, tralicci elettrici, piastrelle da balconate di periferia, alberi di un anonimo lungomare ingabbiati in strutture di contenimento.” Pur essendo lo stile dei dipinti “iconico” e apparentemente collocabile in un’epoca lontana, attraverso di esso l’autore racconta diverse condizioni quotidiane, così come insicurezze, imbarazzi ed emarginazioni della vita moderna: l’accettazione da parte del proprio gruppo, la precarietà e la difficoltà nel trovare l’occupazione desiderata, il culto dell’immagine e il suo costruirsi per mezzo dello sguardo altrui, la vita artificiale in tristi monolocali di periferia. Due mondi apparentemente distanti si fondono perfettamente sulla tela e danno origine a “forme ibride” in bilico tra passato e attualità, tra materialità e spirito, tra visibile e invisibile. “L’incontro di mondi così distanti e il loro stridere armoniosamente sullo stesso piano figurativo rende profondamente fluida la situazione estetica che si sta osservando.” aggiunge Gabriele Salvaterra. “Ma in fondo questa operazione non tradisce neppure la vera essenza dell’icona, da sempre organismo complesso in bilico tra materialità e spirito, tra immanenza e trascendenza, come dice Elio Franzini, vera 'forma ibrida' tra irraggiungibile pittura dell’assoluto e banale insegna dipinta.” L’ARTISTA – ISMAELE NONES Ismaele Nones (Trento, 1992) studia pittura all’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento e, successivamente, dal 2013 al 2018, si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, specializzandosi in scultura. Il suo vero apprendistato formativo avviene a fianco del padre che assiste nella sua attività di iconografo, coadiuvandolo alla realizzazione di opere pittoriche monumentali sia in Italia che all’estero. Dopo le prime sperimentazioni dal 2020 decide di impiegare il linguaggio appreso nella bottega di famiglia all’interno della sua ricerca contemporanea. Vive e lavora a Trento, il suo lavoro è rappresentato dalla galleria Lunetta 11 (Mombarcaro, CN). L’inaugurazione della mostra “Forme ibride” si terrà venerdì 7 ottobre alle ore 18:00 presso la Sala Espositiva in via Pietralba 29 a Laives.