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#13 Honey Sparks in the Dark - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

"Noi siamo le api dell'invisibile. Noi raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d’oro dell’Invisibile." Da questa citazione di Rilke, il polistrumentista sloveno Kristijan Krajncan trae il titolo della sua performance. Per la seconda volta – questo anno con un nuovo progetto – Krajncan presenta la sua combinazione coinvolgente tra jazz e danza contemporanea. Dolce miele per il palato visivo e uditivo.
Artists

Kristijan Krajncan (SI) - comp, vc, dr, efx, director
Tomaž Gajšt (SI) - tr, flh
Boštjan Simon (SI) - sax, elec
Robert Jukic (SI) - b
Žigan Krajncan (SI) - choreography, dancer
Katja Legin (SI) - dancer
Bor Prokofjev (SI) - dancer
Kristyna Šajtošova (CZ) - dancer
Borut Bucinel (SI) - light design
Nataša Zavolovšek - Manager

Contatti :

Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 01 Ott 2022 al 09 Ott 2022
    Uraufführung Koproduktion mit der KULA Compagnie, dem Hålogaland Teater Tromsø und dem Simorgh Theater Herat London wird 1517 erschüttert vom Aufstand junger Menschen, die sich wehren, dass ihre Arbeit fortan von anderen gemacht werden soll. Sie protestieren gegen die zugezogenen flämischen Uhrmacher und Arbeitskräfte aus Frankreich, die eine neue Zeit in die Stadt bringen. Flammen der Revolte lassen die Fenster der Zugezogenen zerspringen wie ein Vogelschwarm. Da leuchtet plötzlich im Splitterregen explodierender Scheiben der geheimnisvolle Schutzvogel Simorgh auf. Er entfaltet – in Gestalt Azars und ihrer Schwestern – seine weiten Schwingen. Irgendwo hinter der Wahrheit, hinter der Selbsterkenntnis soll er sein Nest gebaut haben. Ein Splitter durchdringt das Herz eines jungen Londoner Handwerkers und lässt es entflammen. Er begibt sich auf eine lange, beschwerliche Reise über die sieben Berge und die sieben Meere hin zu ihr, zu Azar, getrieben von dem Wunsch sie zu lieben und den gewaltsamen Unruhen in seiner Heimat zu entkommen. Auch Azar und ihre Schwestern versuchen im Jahr 2022 aufzubrechen aus dem afghanischen Untergrund, in dem sie seit Monaten hoffend Schutz suchen vor den Taliban und der Zwangsverheiratung. Kraft ihrer Phantasie machen sie sich auf den Weg zu ihrem Sehnsuchtsort, unsicher, in welcher Zeit sie den Ort erreichen werden, der für sie Rettung verheißt. „Underground Birds“ ist eine länder- und kulturübergreifende Stückentwicklung. Über zwanzig Künstler:innen aus Norwegen, Frankreich, Israel, Italien, Südtirol und Afghanistan treten eine gemeinsame künstlerische Reise an, sie verhelfen in Zeiten des Krieges in einem kollektiven Schaffensprozess einer großen Liebesgeschichte zum Durchbruch. Das Projekt setzt dem sogenannten ‚Zeitalter der Risiken‘ das Spiel auf der Bühne entgegen. Das Spiel mit fremden Geschichten und Mythen. Wo verstecken sich unsere Ängste? Wie und warum entstehen Gräben in unserer Gesellschaft? Was lässt uns hoffend in die Zukunft blicken? Robert Schuster *1970 deutscher Regisseur und Professor an der Hochschule für Schauspielkunst „Ernst Busch“; Schauspiel- und Operninszenierungen u.a. in Hannover, Basel, Bremen, Freiburg, Leipzig, am Deutschen Theater Berlin und am Berliner Ensemble; 2012 Gründung eines Laboratoire, in dem er sich mit internationalen Schauspieler*innen unterschiedlichen theatralen Forschungen widmet. Daraus erwuchs die KULA Compagnie, mit der er in Koproduktion mit den VBB und dem Stadttheater Klagenfurt 2019-20 „Die Stunde da wir nichts voneinander wußten“ realisierte. Besetzung Mit Frauen des Simorgh Theaters, deren Namen vorerst nicht publiziert werden können, Sindre Arder Skildheim, Hadar Dimand, Pasquale di Filippo, Sarah Merler, Ingrid Mikalsen Deinboll, Alexandre Ruby, Jonas Schlagowsky, Peter Schorn, Céline Martin-Sisteron Regie Robert Schuster Bühne und Kostüme Sascha Gross Musik Max Bauer Licht Micha Beyermann Bewegung Slava Kushkov Dramaturgische Begleitung Morten Kjerstad
  • L'evento si tiene dal 24 Nov 2022 al 27 Nov 2022
    Dulan la sposa è un testo dalle forti tinte noir, scritto per la radio nel 2001, e premiato al 53° Prix Italia come miglior radiodramma dell’anno. La storia è quella di una coppia di sposi di mezza età tormentata dal fantasma di una ragazza trovata morta nella piscina del condominio eletto a loro nuovo domicilio. Dialogo dopo dialogo, tra loro emergono inquietanti interrogativi: chi era quella giovane donna? L’uomo la conosceva? Si è trattato di un suicidio o di un atto violento? In questa spirale di domande e congetture si staglia l’immagine di una giovane, proveniente da un paese lontano, vittima di sopraffazione e violenza maschili. Firmato da Melania Mazzucco, premio Strega nel 2003, questo testo per tre attori arriva al palcoscenico diretto da Valerio Binasco, che si confronta nuovamente con la drammaturgia contemporanea italiana. Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino dal 2018, Valerio Binasco è considerato tra i più autorevoli esponenti della scena teatrale italiana, come testimoniano anche i numerosi premi ricevuti. Nel corso della sua carriera, dedicata soprattutto alla prosa, ma anche al cinema e all’opera, ha saputo coniugare ricerca e rigore estetico con uno stile registico sempre capace di entrare in relazione con il pubblico. di Melania Mazzucco regia Valerio Binasco con Valerio Binasco e due attrici in via di definizione produzione TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE
  • Filippo Nigro uno dei più interessanti attori del cinema e del teatro italiano, è il protagonista di Every Brilliant Thing, un’autobiografia scandita da continue liste di “cose per cui vale la pena vivere”, scritta nel 2013 dallo scrittore britannico Duncan Macmillan con Jonny Donahoe. Con il tempo quell’elenco iniziato dal protagonista in tenera età si allunga, seguendo di pari passo il ritmo degli eventi di una vita e la costruzione di un’identità. Il narratore mette a fuoco il rapporto con il padre, con il suo primo amore, il fallimento del suo matrimonio, la ricerca di aiuto nei momenti di difficoltà. Alla fine, la lista, più che alla madre, ammalata di depressione, sarà stata utile al Narratore almeno a comprendere che “...se vivi tanto a lungo e arrivi alla fine dei tuoi giorni senza esserti mai sentito totalmente schiacciato, almeno una volta, dalla depressione, beh, allora vuol dire che non sei stato molto attento!”. Con la complicità di alcuni spettatori e attraverso una scrittura dal ritmo sempre serrato e divertente, Every Brilliant Thing riesce a toccare con sensibilità e con una non superficiale leggerezza un tema delicato e complesso come la depressione. di Duncan Macmillan con Jonny Donahoe traduzione Michele Panella impianto scenico e regia Fabrizio Arcuri co-regia e interpretazione Filippo Nigro oggetti di scena Elisabetta Ferrandino cura tecnica Mauro Fontana produzione CSS TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE DEL FVG e SARDEGNA TEATRO