banner inside 01 it

La mia vita raccontata male - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

da Francesco Piccolo
con Claudio Bisio e tre musicisti
regia Giorgio Gallione
scene Guido Fiorato
musiche Paolo Silvestri

luci Aldo Mantovani

Produzione Teatro Nazionale di Genova

Claudio Bisio interpreta un monologo in bilico tra biografia divertita e pensosa, catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere. Tratto dal romanzo di Francesco Piccolo, La mia vita raccontata male ci segnala che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all’indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali.

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 27 Gen 2022 al 30 Gen 2022

Potrebbe interessarti anche :

  • con Sandra Passarello, Sandra Montagnana e Michele Giro Un percorso fra i simboli del cibo e della fame, narrato e cantato con una varietà di repertorio sia di testi che di musiche, che spazia fra gli anni ‘50 e ‘70 ma che comprende un’universalità di temi legati al cibo e alla relazione dell’essere umano con fame e nutrimento. Dal “cha cha cha delle ciccione”, sorta di ode alla donna florida, al picnic a base di baccalà di Nino Ferrer, fino alla più popolare “Era nato poveretto” che inneggia al popolo, suggerendo di sostituire le bombe coi maccheroni per ritrovare la pace e sconfiggere la guerra. Un puzzle narrato che, componendosi via via, darà vita ad una storia sempre uguale, ovvero che nella vita, ovunque siamo, è davvero tutto buono… quando si ha fame! Prenotazione obbligatoria Rassegna In Scena Estate - Teatro Cristallo
  • presented by Transart and Museion Nella straordinaria location delle Caserme Mercanti di Appiano, chiuse da decenni al pubblico, l’artista russo Kirill Savchenkov presenta un inedito progetto site-specific. Delusione ideologica, sorveglianza, potere, manipolazione nei social media e nelle nuove tecnologie sono al centro dell’installazione performativa che analizza, con grande sensibilità e acutezza, gli attuali sconvolgimenti sociali. Quest’anno Savchenkov avrebbe dovuto rappresentare la Russia alla Biennale di Venezia, ma così non è stato: in segno di protesta contro la politica d’aggressione del Cremlino ha deciso di non farlo e il padiglione russo a Venezia è rimasto vuoto. Per Transart e MUSEION ha creato un’opera unica, in cui parti del progetto pensato per la Biennale si intrecciano con elementi di un lavoro realizzato nel 2019 per la Biennale di Kiev. with Kirill Savchenkov + performers
  • L'evento si tiene dal 27 Ott 2022 al 30 Ott 2022
    Filippo Dini, reduce dal successo di Così è (se vi pare) e Casa di bambola, affronta uno dei testi più lucidi e impietosi della drammaturgia americana. Arthur Miller, colonna portante della drammaturgia americana del Novecento, scrive Il crogiuolo nel 1953, in pieno Maccartismo, e sulla spinta di quello stato di aberrazione sociale e di isteria collettiva compone un affresco drammatico, nel quale distilla l’ottusità e la feroce demenza che in determinate circostanze invadono l’animo umano. La pièce rievoca quanto accaduto durante la caccia alle streghe di Salem nel XVII secolo, ci trasporta in un’epoca remota e ci fa assistere a una folle esplosione di fanatismo religioso in seno a una minuscola comunità del Massachuttes isolata dal resto del mondo. Miller trasforma quel momento così controverso della storia americana, in uno specchio impietoso delle ombre più nere e contorte della società contemporanea. Profonda sensibilità morale, lucida e partecipe analisi sociale e aspra critica politica: Il crogiuolo è un testo di vertiginoso spessore. Come scrisse Miller a proposito della genesi di quest’opera «Non fu soltanto la nascita del maccartismo a provocarmi, ma qualcosa che appariva molto più fatale e misterioso. Era il fatto che una campagna politica fosse in grado di creare non soltanto terrore, ma una nuova realtà soggettiva. Vedevo uomini consegnare la propria coscienza ad altri uomini e ringraziarli della possibilità che essi gli davano di farlo». di Arthur Miller con (in o.a.): Virginia Campolucci, Pierluigi Corallo, Gennaro Di Biase, Andrea Di Casa, Filippo Dini, Didì Garbaccio Bogin, Paolo Giangrasso, Fatou Malsert, Manuela Mandracchia, Nicola Pannelli, Fulvio Pepe, Valentina Spaletta Tavella, Caterina Tieghi, Beatrice Vecchione, Aleph Viola regia Filippo Dini scene Nicolas Bovey costumi Alessio Rosati luci Pasquale Mari musiche Aleph Viola collaborazione coreografica Caterina Basso aiuto regia Carlo Orlando produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE e TEATRO DI NAPOLI – TEATRO NAZIONALE