banner inside 01 it

Storytelling Time 2021 - Journey in Museum - - Pubblicato da Arci Bolzano-Bozen

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Ultimo appuntamento al Museo Civico di Bolzano con la rassegna Storytelling Time, l'evento interamente dedicato all’arte del raccontare, organizzato dal Comune di Bolzano in collaborazione con Sagapò.

“Journey in Museum” è il tema della manifestazione. Le storie sono biglietti per viaggiare oltre i confini: non c'è muro che un tappeto volante non possa superare, né mare che una nave non possa attraversare. Tutti, grandi e piccini, possono viaggiare nel tempo e nello spazio, anche con le tasche vuote!
Le storie sono viaggi per incontrare culture diverse. Si slanciano oltre i confini delle nazioni, oltre i confini linguistici, portando con sé temi e ricerche universali che appartengono ad ognuno di noi.
Gli storytellers della rassegna racconteranno fiabe, miti e leggende appartenenti alla loro cultura e alle culture che hanno incontrato nei loro viaggi. Tutte le anime della nostra società potranno ritrovarsi nei Paesi del “C'era una volta”, dove sin dall'inizio dell'umanità, basta avere le ali dell'immaginazione per cominciare il viaggio.

Tags

Contatti :

Date e orari evento :

Sabato 23 Ott 2021

Note sugli orari :

PROGRAMMA/PROGRAMM

11.45 – 12.45 Mahboul le sage – Il saggio Mahboul
Il s’appelait Idriss mais tout le monde l’appelait Mahboul le simplet jusqu’au jour où il épouse la plus jolie fille du village. D’autres contes l’accompagnent pour ravir les cœurs : Karim le petit enfant qui refuse de manger sa purée et une ogresse qui aimerait faire un bon repas.

Il suo nome era Idriss, ma tutto lo chiamavano Mahboul lo sciocco, fino al giorno in cui sposò la ragazza più bella del villaggio. Karim, invece, è un bimbo che non vuole, - non vuole assolutamente ! – mangiare la pappa. La signora Orco, invece, avrebbe proprio voglia di un buon pranzetto…storie dal Marocco, per tutte le età.

Con la storyteller di fama internazionale Halima Hamdane (Marocco)
Lingue: FR, IT
5+

15.30 – 16.30 Castelli e misteri

Ci sono storie senza tempo e storie per tuffarsi nel passato. Accompagnate i cantastorie di Sagapò tra torri, tornei, duelli e magia, in un’immaginario viaggio tra i castelli dell’Alto Adige. Dame, cavalieri, fantasmi e tesori, ma solo per i veri coraggiosi!

Con Martina Pisciali, Chiara Visca, Tommaso Zamboni (Sagapò Teatro)
Lingua: IT
5+

17.00 - 19.00 Many Many Languages

Uno spazio in cui tutti, grandi e piccoli, possono regalare una storia agli altri. Nella vostra lingua, nel vostro dialetto, in più lingue…ogni storia sarà un dono e, chissà, magari chiamerà un’altra storia…vi aspettiamo !
5+

20.00 - 21.00 Une balade au Sahara

Marhaba, bienvenue aux pays des dunes, des palmiers et des dromadaires. Je vous invite à faire partie de la kafila, la caravane qui va sillonner le désert à la rencontre de ses contes et de ses légendes. Il sera question de l’arbre nourricier, prince du désert aux fruits juteux et sucrés, du vent facétieux qui déplace les dunes, des génies qui habitent les palmeraies, de l’importance de l’eau, de la cupidité des hommes. Et d’autres trésors de la tradition orale du Sahara.

Una passeggiata nel Sahara

Marhaba, benvenuti nel paese delle dune, delle palme e dei dromedari. Vi invitiamo ad unirvi alla kafila, la carovana che attraversa il deserto alla ricerca delle sue storie e leggende. Si racconterà di alberi nutrienti dai frutti dolci e gustosi, del vento malizioso che sposta le dune, dei geni che abitano i palmeti, dell'importanza dell'acqua, dell'avidità umana e di altri tesori della tradizione orale del Sahara.

Con la storyteller di fama internazionale Halima Hamdane (Marocco)
Lingue: FR, IT
5+

Potrebbe interessarti anche :

  • Domenica 23 Gen 2022
    dal testo “La vie devant a soi” di Romain Gary (Emile Ajar) riduzione e regia Silvio Orlando con Silvio Orlando direzione musicale Simone Campa accompagnato da quattro musicisti scene Roberto Crea disegno luci Valerio Peroni costumi Piera Mura produzione Cardellino srl © MERCURE DE FRANCE, DIRITTI TEATRALI GESTITI DALLE EDIZIONI GALLIMARD CON IL NOME DI “ROMAIN GARY” COME AUTORE DELL’OPERA ORIGINALE Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine di un romanzo che gli sta molto a cuore, La vita davanti a sé di Romain Gary e dà voce con leggerezza, ironia e poesia a un intreccio di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche a un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Dopo l’evento unico della scorsa estate nell’ambito di FUORI! che ha visto Orlando duettare per la prima volta con Paolo Fresu in una versione in chiave jazz del racconto, lo spettacolo viene presentato nel suo allestimento originale che vede il grande attore napoletano affiancato da un quartetto diretto da Simone Campa. Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Silvio Orlando ci conduce dentro le pieghe dell’esistenza di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture, religioni e stili di vita diversi. I flussi migratori si innestano su una crisi eco- nomica che soprattutto in Europa sembra diventata strutturale. Raccontare la storia di Momò e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: «Bisogna voler bene».
  • Sabato 22 Gen 2022
    dal testo “La vie devant a soi” di Romain Gary (Emile Ajar) riduzione e regia Silvio Orlando con Silvio Orlando direzione musicale Simone Campa accompagnato da quattro musicisti scene Roberto Crea disegno luci Valerio Peroni costumi Piera Mura produzione Cardellino srl © MERCURE DE FRANCE, DIRITTI TEATRALI GESTITI DALLE EDIZIONI GALLIMARD CON IL NOME DI “ROMAIN GARY” COME AUTORE DELL’OPERA ORIGINALE Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine di un romanzo che gli sta molto a cuore, La vita davanti a sé di Romain Gary e dà voce con leggerezza, ironia e poesia a un intreccio di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche a un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Dopo l’evento unico della scorsa estate nell’ambito di FUORI! che ha visto Orlando duettare per la prima volta con Paolo Fresu in una versione in chiave jazz del racconto, lo spettacolo viene presentato nel suo allestimento originale che vede il grande attore napoletano affiancato da un quartetto diretto da Simone Campa. Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Silvio Orlando ci conduce dentro le pieghe dell’esistenza di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo: la convivenza tra culture, religioni e stili di vita diversi. I flussi migratori si innestano su una crisi eco- nomica che soprattutto in Europa sembra diventata strutturale. Raccontare la storia di Momò e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: «Bisogna voler bene».
  • Giovedì 02 Dic 2021
    di Henrik Ibsen regia Filippo Dini scene Laura Benzi costumi Sandra Cardini luci Pasquale Mari musiche Arturo Annecchino con Filippo Dini, Deniz Özdoðan, Orietta Notari, Andrea Di Casa, Eva Cambiale, Fulvio Pepe produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Bolzano Filippo Dini attua scelte profonde e spiazzanti: nelle sue mani anche il dramma di Ibsen "Casa di bambola" assume una valenza che si discosta dal repertorio che relega la protagonista Nora a emblema dello scontro di genere. «Credo che il centro della questione si celi nel tentativo da parte dell’uomo di comprendere (nella migliore delle ipotesi), o più frequentemente di controllare, dominare o limitare la natura della donna», afferma Dini. «La Nora di Ibsen nasconde un segreto, che se scoperto e interpretato dalla logica maschile, rappresenterebbe una colpa. Come può l’atto d’amore di Nora, teso a salvare la vita di suo marito, trasfigurarsi in una colpa e divenire motivo di vergogna e causa di dannazione sulla sua famiglia?