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Eventi Theatre: Teatro tradizionale

Eventi suggeriti

SONO LE STORIE CHE FANNO ANCORA PAURA AI MAFIOSI
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Theatre
Venerdì, 08 Mar 2024 20:45

TeatrOltre - Sciacca AG SERATA DI PREMIAZIONE DEL CONCORSO Lo spettacolo Sono le storie che fanno ancora paura ai mafiosi si riferisce alla storia vera di Lia Pipitone, giovane donna palermitana, fatta uccidere, probabilmente, dal padre il 23 settembre 1983, perché i comportamenti della figlia stavano mettendo a disagio lui e la cosca mafiosa a cui egli apparteneva. Protagonista della scena è proprio Antonino Pipitone, il padre di Lia, il quale raccontando l’evento tragico, ma anche le circostanze parallele e chi c’era e chi non c’era, tenta di ritrovare e spiegare il “suo” punto di vista. In scena, oltre al padre, è presente il picciotto, figura che segna la distanza del padre dall’altro in genere. Non è un personaggio specifico, ma li comprende tutti: dalla memoria della figlia Lia, al prototipo del mafioso, alla vittima innocente della mentalità deviante, alla proiezione dello spettatore. Egli non dialoga mai col padre, esegue come un servo di scena azioni utili al momento drammaturgico (ma non è questa la giustificazione). Lo spettacolo vuole essere un’occasione per ascoltare, senza veli, una mentalità che poi si muta in cronaca, di cui spesso seguiamo i racconti dai media o le versioni agrodolci in mistificanti fiction che elevano a modelli i profili di tali soggetti. Necessario e doloroso come una ragion di stato impone, il racconto del padre declina l’affannoso respiro di un affetto, mentre cerca la catarsi nel riflesso obliquo di un amore paterno.- Franco Bruno

Teatro dei Filodrammatici Passaggio scolastico Maria Damian, Laives, BZ

Eventi

Boston Marriage
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Theatre
Sabato, 02 Mar 2024 19:00-
L'evento si tiene dal 29 Feb 2024 al 03 Mar 2024

Stati Uniti, fine Ottocento, un salotto, due dame e una cameriera. Tutto farebbe pensare a una trama convenzionale, un incontro tra amiche un po’ affettate, ma alla forma non corrisponde la sostanza: nella conversazione dal vocabolario ricercato fioccano volgarità e veniamo a sapere che le due sono state un tempo una coppia molto affiatata. L’espressione «Boston Marriage», infatti, era in uso nel New England a cavallo tra il XIX e il XX secolo per alludere a una convivenza tra donne economicamente indipendenti da uomini. Dopo la separazione, Anna, la padrona di casa, ha trovato un uomo ricco che la mantiene e vorrebbe ora riprendere con sé Claire, appena arrivata in visita. Ma Claire non è lì per quello e la riconquista si rivelerà molto più complicata del previsto, con colpi di scena rocamboleschi che coinvolgeranno anche la giovane cameriera, in un crescendo ritmico esilarante. Voce tra le più rappresentative della scena americana – premio Pulitzer nel 1984 e più volte nominato agli Oscar – David Mamet ci consegna un piccolo capolavoro teatrale che strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams e Oscar Wilde. Protagonista assoluto, infatti, insieme alle interpreti, è il linguaggio, il non-detto, l’allusione, il paradosso. Mamet si diverte a parodiare la prosa ampollosa dell’epoca, ma dietro l’apparente assurdità della superficie si nasconde l’intento ambizioso di rovesciare la realtà attraverso uno scherzo che mira a creare anche un po’ di raffinatissimo scandalo. È una prova per grandissime attrici come Maria Paiato e Mariangela Granelli, vere e proprie funambole della parola e dell’emozione, chiamate a giocare assieme a Ludovica d’Auria, a questa bizzarra partita per smascherare ogni convenzione riguardo l’Amore. Giorgio Sangati di David Mamet traduzione Masolino D’Amico con Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria regia Giorgio Sangati scene Alberto Nonnato luci Cesare Agoni costumi Gianluca Sbicca musiche Giovanni Frison assistente alla regia Michele Tonicello produzione CENTRO TEATRALE BRESCIANO, TEATRO BIONDO DI PALERMO In accordo con ARCADIA & RICONO LTD Per gentile concessione di A3 ARTISTS AGENCY durata: 105 minuti

Teatro Comunale Piazza Verdi 40, Bolzano, BZ
Die treibende Kraft
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Theatre
Sabato, 02 Mar 2024 20:00-
L'evento si tiene dal 24 Feb 2024 al 09 Mar 2024

Ein Stück Südtirol von Thomas Arzt Ein Ingenieur blickt auf eine weite Fläche an der Etsch und hat eine Vision: einen modernen Staudamm, Millionen von Kubikmeter an Wasser, Energie für Italien. Der junge Assistent sieht ein Dorf, die Felder dort unten im Tal. All dies muss abgerissen, gesprengt werden. Opfer sind in Kauf zu nehmen. Martha, eine junge Wirtin, sitzt auf einer Bank, schaut übers Tal und glaubt nicht, dass hier mal das Wasser kommen wird. Eine Fotografin hält Risse fest, Risse in der Welt und in den Menschen. 70 Jahre später begegnet eine Forscherin einer Nachfahrin. Sie hat Fotos im Gepäck, macht sich auf Spurensuche und möchte mit einem Mann sprechen, der alles miterlebt hat und noch heute auf den Turm starrt, auf den Turm mitten im See. Der österreichische Autor Thomas Arzt, der bereits mehrfach erfolgreich historische Ereignisse in hochaktuelle, sprachlich einzigartige Theatertexte verwandelt hat, blickt in „Die treibende Kraft“ vor dem Hintergrund der Seestauung am Reschen auf die kleinen und großen Schicksale der Menschen und die Macht des Kapitals, das das Geniehafte mit dem Wahn verbindet. Dabei steht nicht die Historie im Vordergrund, sondern die Frage, wie weit der Fortschrittsglaube den Menschen treibt, damals wie heute. Regisseur Rudolf Frey macht sich gemeinsam mit einem 9-köpfigen Ensemble auf die Suche, was uns das Staudammprojekt am Reschensee über die Grenzen Südtirols hinaus heute noch zu sagen hat. Esther und Eine Forscherin Elke Hartmann Martha und Eine Nachfahrin Karin Verdorfer Ingenieur und Ein Windsurfer Peter Schorn Franka und Eine Pressesprecherin Patrizia Pfeifer Benito und Ein Pfleger Fabian Mair Mitterer Kasimir und Ein Obmann Stefan Wunder Ernesto und Der Alte Daniel Wagner Bibi und Eine Kellnerin Hanenn Huber Fabrikant und Ein Arzt Roman Blumenschein Regie Rudolf Frey Bühne Vincent Mesnaritsch Kostüme Elke Gattinger

Stadttheater Verdiplatz 40, Bolzano, BZ
Casa Anton
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Theatre
Domenica, 03 Mar 2024 16:30

Al Teatro Comunale di Gries è in scena, per il 25° Festival Nazionale di Teatro Il Mascherone, il Gruppo Amici dell’arte Offida con Casa Anton, commedia di Francesco Facciolli liberamente tratta, con toni comici e burleschi, dall’opera e dalla figura di Anton Cechov

Teatro Comunale di Gries Galleria Telser 13, Bolzano, BZ
L'avaro
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Theatre
Martedì, 05 Mar 2024 20:30

Lo straordinario talento comico di Ugo Dighero al servizio dell’Avaro di Molière. L’attore genovese, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, si confronta per la prima volta con una grande classico, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. «L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro» afferma il regista. «Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa». La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano, giostrando riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica / mezzana Frosina, ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola. di Molière traduzione e adattamento Letizia Russo regia Luigi Saravo con Ugo Dighero, Mariangeles Torres Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo Rebecca Redaelli, Luigi Saravo scene Lorenzo Russo Rainaldi musiche Paolo Silvestri luci Aldo Mantovani assistente alla regia Cristian Giammarini produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Teatrale Bresciano, Artisti Associati Gorizia durata: 100 minuti

Forum Via Roma 9, Bressanone, BZ
HUBERTUS UND DIE SALATMAFIA
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Theatre
Mercoledì, 06 Mar 2024 20:00-21:00 |
L'evento si tiene dal 06 Mar 2024 al 17 Mar 2024

Kriminelles Lustspiel von Peter Schwarz - Regie Bärbl Unterweger Die Mafia geht um in Algund – die Salat-Mafia! Wer hätte das gedacht, in Algund treiben kriminelle Kräfte ihr Unwesen. Aus dem Salatbeet von Hubertus, einem fanatischen Biogärtner, der allem Fremden skeptisch gegenübersteht, werden über Nacht Salatsetzlinge gestohlen. Für ihn ist aufgrund von Fußabdrücken sofort klar, dass hinter dieser ruchlosen Tat nur eine ganz gefährliche Bande stecken kann, wahrscheinlich sogar die Mafia. Gegen diese heimtückische Bedrohung des dörflichen Friedens organisiert der wackere Hubertus eine Bürgerwehr. Das Chaos nimmt ihren Lauf und die Liebe darf natürlich auch nicht zu kurz kommen. Wer miterleben möchte, wie der Algunder -„Salat-Mafia“ das Handwerk gelegt wird, hat von 6. bis 17. März die Gelegenheit dazu

Dachtheater Thalguterhaus Piazza Hans Gamper, Lagundo, BZ
L'avaro
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Theatre
Mercoledì, 06 Mar 2024 20:30

Lo straordinario talento comico di Ugo Dighero al servizio dell’Avaro di Molière. L’attore genovese, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, si confronta per la prima volta con una grande classico, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. «L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro» afferma il regista. «Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa». La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano, giostrando riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica / mezzana Frosina, ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola. di Molière traduzione e adattamento Letizia Russo regia Luigi Saravo con Ugo Dighero, Mariangeles Torres Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo Rebecca Redaelli, Luigi Saravo scene Lorenzo Russo Rainaldi musiche Paolo Silvestri luci Aldo Mantovani assistente alla regia Cristian Giammarini produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Teatrale Bresciano, Artisti Associati Gorizia durata: 100 minuti

Teatro Comunale Piazza Johann Wolfgang von Goethe 1, Vipiteno, BZ
Belle
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Theatre
Giovedì, 07 Mar 2024 20:00
L'evento si tiene dal 07 Mar 2024 al 15 Mar 2024

EIGENPRODUKTION "Belle" ist eine Schauspielerin, die auf der Straße gelandet ist und dort ihre zweite Familie gefunden hat. Sie rezitiert Gedichte, tanzt zu Musik und erzählt von ihrem Umfeld und deren verblüffender Menschlichkeit, welche Nicht-Obdachlose nicht sehen. "Belle" ist ein humorvolles, poetisches Stück über Menschen mit Courage, Stärke und einer versteckten Schönheit, die auf der Straße leben - aufgrund bestimmter Schicksalsschläge, unerwarteter Lebensabschnitte oder einer düsteren, nicht selbst gewählten Vergangenheit: Obdachlose. "Belle" ist eine Würdigung an Menschen, die trotz Pech in ihrem Leben Ansehen und Humor beibehalten haben. Autorin: Angelika Fremd Regie: Tanya Denny Darsteller: Gertraud Ingeborg und Monika Trettel Technik: Tobias Demetz Produktionsleitung: Beate Sauer Produktion: Theater in der Hoffnung

Theater im Hof Obstmarkt 37, Bolzano, BZ
L'avaro
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Theatre
Giovedì, 07 Mar 2024 20:30

Lo straordinario talento comico di Ugo Dighero al servizio dell’Avaro di Molière. L’attore genovese, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, si confronta per la prima volta con una grande classico, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. «L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro» afferma il regista. «Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa». La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano, giostrando riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica / mezzana Frosina, ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola. di Molière traduzione e adattamento Letizia Russo regia Luigi Saravo con Ugo Dighero, Mariangeles Torres Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo Rebecca Redaelli, Luigi Saravo scene Lorenzo Russo Rainaldi musiche Paolo Silvestri luci Aldo Mantovani assistente alla regia Cristian Giammarini produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Teatrale Bresciano, Artisti Associati Gorizia durata: 100 minuti

Teatro Puccini Piazza Teatro 2, Merano, BZ
L'avaro
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Theatre
Venerdì, 08 Mar 2024 20:30

Lo straordinario talento comico di Ugo Dighero al servizio dell’Avaro di Molière. L’attore genovese, già apprezzatissimo protagonista di opere di Stefano Benni e Dario Fo, si confronta per la prima volta con una grande classico, interpretando Arpagone nel nuovo allestimento diretto da Luigi Saravo. Nella commedia di Molière si assiste a un epico scontro tra sentimenti e soldi. Il protagonista è disposto a sacrificare la felicità dei figli, pur di non dovere fornire loro una dote e anzi acquisire nuove ricchezze attraverso i loro matrimoni. «L’Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro» afferma il regista. «Il conflitto tra Arpagone e il suo entourage è il conflitto tra due visioni economiche: una consumistica e una conservativa». La regia di Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano, giostrando riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo. A fianco di Ugo Dighero, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica / mezzana Frosina, ovvero i due personaggi che muovono l’azione, scatenando l’irresistibile gioco degli equivoci, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola. di Molière traduzione e adattamento Letizia Russo regia Luigi Saravo con Ugo Dighero, Mariangeles Torres Fabio Barone, Stefano Dilauro, Cristian Giammarini, Paolo Li Volsi, Elisabetta Mazzullo Rebecca Redaelli, Luigi Saravo scene Lorenzo Russo Rainaldi musiche Paolo Silvestri luci Aldo Mantovani assistente alla regia Cristian Giammarini produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile di Bolzano, Centro Teatrale Bresciano, Artisti Associati Gorizia durata: 100 minuti

Teatro Cristallo Via Dalmazia 30, Bolzano, BZ
Bidibibodibiboo
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Theatre
Lunedì, 11 Mar 2024 20:30
L'evento si tiene dal 11 Mar 2024 al 13 Mar 2024

Bidibibodibiboo è un ritratto al vetriolo del disastroso mondo del lavoro di oggi: precario, frenetico e brutalmente competitivo. Scritto, diretto e interpretato da Francesco Alberici, uno dei talenti più brillanti della sua generazione, Bidibibodibiboo racconta con graffiante lucidità ed efficacia la vicenda di un dipendente a tempo indeterminato di un’azienda che viene preso improvvisamente di mira da un superiore e inizia a vivere un incubo, precipitando in un vortice di precarietà, frenesia e brutale competitività. Con dissacrante ironia – e al tempo stesso grande tenerezza – Bidibibodibiboo racconta le scelte e le rinunce, i sogni e le grandi paure di una generazione alle prese con un mondo del lavoro drammaticamente spietato. regia e drammaturgia Francesco Alberici con Francesco Alberici, Maria Ariis, Salvatore Aronica, Andrea Narsi, Daniele Turconi aiuto regia Ermelinda Nasuto scene Alessandro Ratti luci Daniele Passeri tecnica Fabio Clemente, Eva Bruno produzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Stabile di Bolzano con il sostegno di La Corte Ospitale si ringraziano Alessandra Ventrella, Davide Sinigaglia e Ileana Frontini Testo creato nell'ambito dell’École des Maîtres 2020/21, diretta da Davide Carnevali. Finalista alla 56° edizione del Premio Riccione per il Teatro. durata: 95 minuti

Teatro Comunale Piazza Verdi 40, Bolzano, BZ
Die Ärztin
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Theatre
Mercoledì, 13 Mar 2024 20:00
L'evento si tiene dal 13 Mar 2024 al 14 Mar 2024

von Robert Icke Wenn zwei sich streiten, während eine stirbt Einem katholischen Priester wird von ärztlicher Seite der Zutritt in ein Krankenzimmer verwehrt. Eine Minderjährige liegt dort nach einem heimlichen Abtreibungsversuch im Sterben. Während des heftigen Streits stirbt das Mädchen – ohne medizinischen Beistand und Krankensalbung, was einen Skandal auslöst. So hat es Arthur Schnitzler in seinem Stück „Professor Bernhardi“ Anfang des letzten Jahrhunderts beschrieben. Der britische Autor Robert Icke macht daraus einen Moral-Thriller von heute: Sein Professor Bernhardi ist die jüdische Ärztin und Forscherin Ruth Wolff, die eine renommierte Alzheimer-Klinik leitet. Der Priester ist ein Schwarzer, der sich von der Ärztin diskriminiert fühlt. Und die Eltern des Mädchens sind einflussreiche Sponsoren der Klinik, mit Verbindung in die Politik. Die Zukunft der Klinik steht auf dem Spiel, Ärztin Ruth befi ndet sich im Shitstorm, der ihre Existenz und ihr Lebenswerk bedroht, und das intrigante Kollegium wittert Aufstiegschancen. Fragen von Religion, Hautfarbe, Geschlecht und sexueller Orientierung verhandelt dieses Stück, das Stefan Pucher für das Schauspiel Hannover inszenierte: „Sehr ergreifend, aber immer irre und saukomisch.“ (Nachtkritik). Ein Gastspiel des Schauspiels Hannover von Robert Icke sehr frei nach „Professor Bernhardi“ von Arthur Schnitzler Deutsche Erstaufführung Regie: Stefan Pucher Bühne: Stéphane Laimé Kostüme: Annabelle Witt Musik: Christopher Uhe Video: Hannes Francke, Ute Schall Dramaturgie: John von Düffel Mit: Ruth Wolff: Johanna Bantzer Charlie, Jemima Flint: Viktoria Miknevich Roger Hardiman, Talkshowgast 2: Miriam Maertens Junior, Sami, Talkshowgast 5: Christine Grant Brian Cyprian, Moderator: Wolf List Paul Murphy, Talkshowgast 3: Lukas Holzhausen Michael Copley, Talkshowgast 4: Nicolas Matthews Rebecca Roberts, Talkshowgast 1: Nikolai Gemel Pfarrer, Vater: Hajo Tuschy Einführung: 19:30 Dauer: ca. 2 St. 30 Min. eine Pause

Waltherhaus Via Sciliar 1, Bolzano, BZ
PERSEUS & ANDROMEDA
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Theatre
Sabato, 16 Mar 2024 20:30-22:00 |
L'evento si tiene dal 16 Mar 2024 al 28 Mar 2024

Perseus will die tyrannische Herrschaft des Polydektes stürzen und sich als Held beweisen. Seine Mutter Danaë hingegen fürchtet Veränderung, will jeglichen Konflikt vermeiden. In seiner Eitelkeit glaubt er, sein Ziel mit der Enthauptung Medusas zu erreichen. Mit der existenziellen Frage konfrontiert, wer er ist und wer er sein will, bricht Perseus‘ Schicksal kaleidoskopartig auf. Zwischen Macht und Machtlosigkeit im Umbruch der Zeiten, stehen sich die Figuren in Zerrissenheit gegenüber: muss Altes enden, damit Neues entstehen kann? Braucht es der einen Leid, für der anderen Glück? Welche Rolle spielen die Götter? Und wer ist Andromeda? MIT Florian Barth, Nathan Merlo, Irina Peer, Mirjam Platzgummer, Marion Prenner, Mirjam Prenner, Theresa Prey REGIE & TEXT Magda Giraldoni MUSIK Matthias Gamper, Marion Prenner BÜHNE Mirjam Prenner, Magda Giraldoni KOSTÜME Mirjam Prenner Tickets & Infos unter: www.rotierendestheater.org

Kapuzinerkeller Auf der Frag 1, 39043 Klausen, Chiusa, BZ
Maturandi. Noi che...
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Theatre
Domenica, 17 Mar 2024 16:30

> Associazione teatrale Figli delle Stelle (Ospedaletto, TN) > tutor Matteo Baldo, La Piccionaia (Vicenza) > scritto e diretto da Lorena Guerzoni durata: 105' Giugno 2009: maturità. Cinque compagni di classe, amici fraterni, decidono di studiare insieme per affrontare l’Esame di Stato. Federico, Andrea, Alessandro, Francesca e Serena sono amici fin dall’asilo e vogliono condividere le notti prima degli esami consapevoli che stanno diventando grandi e che il futuro potrebbe dividerli. Federico mette a disposizione la sua casa in montagna per prepararsi agli orali, ma invita anche Maddalena e Lisa che porteranno un po’ di scompiglio negli equilibri di questo forte legame. Una divertente commedia brillante in due atti. Buona domenica a teatro - UILT

Teatro Cristallo Via Dalmazia 30, Bolzano, BZ
456
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Theatre
Domenica, 17 Mar 2024 20:30

456 è una commedia di Mattia Torre, indimenticato autore teatrale, sceneggiatore e regista scomparso all’età di 47 anni. Sagace, ironico e graffiante, lo spettacolo continuamente giocato sull’equilibrio tra ironia, sarcasmo e su toni di fumetto grottesco, nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale. Con Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, Torre ha scritto la serie, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris. Della seconda è stato anche co-regista. Con gli stessi autori, ha scritto e diretto Boris – Il film. Nel 2014 ha firmato la realizzazione del film Ogni maledetto Natale. Nel 2015 ha scritto con Corrado Guzzanti la serie tv Dov’è Mario?. Nel 2017 è autore della serie tv La linea verticale dalla quale trae il romanzo omonimo (Baldini+Castoldi). Ricchissima la produzione per il teatro di cui, fra gli altri, ricordiamo come: Migliore, Qui e ora, In mezzo al mare, Perfetta. Nel 2021 ha vinto il David di Donatello per la migliore sceneggiatura originale del film Figli. Dalla commedia 4 5 6 è stato tratto l’omonimo sequel televisivo andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini, e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”, edito da Dalai. Nel 2022 lo spettacolo è stato ripreso da Paolo Sorrentino per il progetto andato in onda su Rai 3 “Sei pezzi facili” dedicato alla drammaturgia e agli spettacoli teatrali di Mattia Torre. scritto e diretto da Mattia Torre con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Giordano Agrusta scene Francesco Ghisu disegno luci Luca Barbati costumi Mimma Montorselli assistente alla regia Francesca Rocca movimenti di scena Alberto Bellandi produzione Marche Teatro, Nutrimenti Terrestri, Walsh durata: 80 minuti

Teatro Comunale Piazza Verdi 40, Bolzano, BZ
Arlecchino Muto per Spavento
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Theatre
Lunedì, 18 Mar 2024 20:30

Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. 1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento! Questo Arlecchino, sicuramente originale per la scelta del canovaccio inedito e per la volontà di riportare alla ribalta dopo almeno 20 anni di silenzio la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione, testimonia la scelta di voler fare un “teatro d’arte per tutti”, come la vera e profonda vocazione di Stivalaccio Teatro. Un teatro popolare, ma ricco di spunti, in cui la tradizione della Commedia dell’Arte viene smontata e rimontata con gli strumenti di interpretazione e di lettura del XXI secolo, uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano, celati dalle smorfie inamovibili delle maschere e dall’abilità degli interpreti. Un canovaccio moderno, per utilizzare le parole di Eugenio Allegri, a cui è dedicato questo debutto, che va “alla ricerca della propria origine, della propria storia, del proprio presente per ritrovare la ‘memoria attiva’ di un discorso sul teatro e, attraverso il teatro, di un discorso sulla società”. Una trama in cui gli intrecci si ingarbugliano sugli equivoci, ma lentamente si dipanano tra le gesta dei personaggi. E se queste esili vicende, ambientate in un mondo surreale e fantastico, echi dello splendore teatrale italiano di tempi lontani riescono ancora a strappare un sorriso, forse in quel preciso istante potrà rinascere la poesia del teatro, per troppo tempo silenziata e muta. ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Pierdomenico Simone, Michele Mori, Stefano Rota, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello scenografia Alberto Nonnato costumi Licia Lucchese disegno luci Matteo Pozzobon e Paolo Pollo Rodighiero maschere Stefano Perocco di Meduna soggetto originale e regia Marco Zoppello duelli Massimiliano Cutrera consulenza musicale Ilaria Fantin trucco e parrucco Carolina Cubria assistente alla regia Francesca Botti assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare produzione STIVALACCIO TEATRO in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Verona con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Fondazione Teatro Civico di Schio durata: 150 minuti

Teatro Puccini Piazza Teatro 2, Merano, BZ
Herkunft
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Theatre
Martedì, 19 Mar 2024 20:00

nach Saša Staniši? Wer seine Herkunft sucht, findet viele „Woher kommst du? Komplexe Frage! Zuerst muss geklärt werden, worauf das Woher zielt. Auf die geografische Lage des Hügels, auf dem der Kreißsaal sich befand? Auf die Landesgrenzen des Staates zum Zeitpunkt der letzten Wehe? Gene, Ahnen, Dialekt? Wie man es dreht, Herkunft bleibt doch ein Konstrukt!“ Saša Staniši? meidet in seinem literarischen „Selbstporträt mit Ahnen“ einfache Antworten, selbst dort, wo auf fast jedem Grabstein sein Nachname steht, wie auf dem Friedhof des Bergdorfs Oskoruša bei Višegrad. Er erinnert sich an einen Ausflug dorthin mit seiner mittlerweile dementen Großmutter Kristina. Während sie ihre Erinnerungen verliert, archiviert er seine und geht den Wörtern auf den Grund, um das Konstrukt Herkunft aus den Angeln zu heben. Geboren wird er in einem Land, das es nicht mehr gibt: der Sozialistischen Föderativen Republik Jugoslawien. Nach deren Zerfall fl ieht er mit seinen Eltern nach Deutschland, lernt Land und Sprache kennen und verbringt seine Freizeit an der ARAL-Tankstelle mit anderen, die ebenfalls mehrere Heimaten haben. Der erwachsene Staniši? schreibt Romane und erhält 2019 für „Herkunft“ den Deutschen Buchpreis. Nicht ein Spieler steht nun als Saša auf der Bühne, sondern passend gleich alle sechs. Ein Gastspiel des Münchner Volkstheaters nach Saša Staniši? In einer Bühnenfassung von Felix Hafner Regie: Felix Hafner Bühne & Kostüme: Camilla Hägebarth Musik: Clemens Wenger Choreografie: Blenard Azizaj Dramaturgie: Bastian Boß Mit: Jakob Immervoll, Jan Meeno Jürgens, Jonathan Müller, Pola Jane O‘Mara, Nina Steils, Anne Stein

Kulturhaus Karl Schönherr Göflaner Straße 27b, Silandro, BZ
Arlecchino Muto per Spavento
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Theatre
Martedì, 19 Mar 2024 20:30

Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. 1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento! Questo Arlecchino, sicuramente originale per la scelta del canovaccio inedito e per la volontà di riportare alla ribalta dopo almeno 20 anni di silenzio la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione, testimonia la scelta di voler fare un “teatro d’arte per tutti”, come la vera e profonda vocazione di Stivalaccio Teatro. Un teatro popolare, ma ricco di spunti, in cui la tradizione della Commedia dell’Arte viene smontata e rimontata con gli strumenti di interpretazione e di lettura del XXI secolo, uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano, celati dalle smorfie inamovibili delle maschere e dall’abilità degli interpreti. Un canovaccio moderno, per utilizzare le parole di Eugenio Allegri, a cui è dedicato questo debutto, che va “alla ricerca della propria origine, della propria storia, del proprio presente per ritrovare la ‘memoria attiva’ di un discorso sul teatro e, attraverso il teatro, di un discorso sulla società”. Una trama in cui gli intrecci si ingarbugliano sugli equivoci, ma lentamente si dipanano tra le gesta dei personaggi. E se queste esili vicende, ambientate in un mondo surreale e fantastico, echi dello splendore teatrale italiano di tempi lontani riescono ancora a strappare un sorriso, forse in quel preciso istante potrà rinascere la poesia del teatro, per troppo tempo silenziata e muta. ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Pierdomenico Simone, Michele Mori, Stefano Rota, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello scenografia Alberto Nonnato costumi Licia Lucchese disegno luci Matteo Pozzobon e Paolo Pollo Rodighiero maschere Stefano Perocco di Meduna soggetto originale e regia Marco Zoppello duelli Massimiliano Cutrera consulenza musicale Ilaria Fantin trucco e parrucco Carolina Cubria assistente alla regia Francesca Botti assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare produzione STIVALACCIO TEATRO in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Verona con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Fondazione Teatro Civico di Schio durata: 150 minuti

Teatro Cristallo Via Dalmazia 30, Bolzano, BZ
Herkunft
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Theatre
Mercoledì, 20 Mar 2024 20:00

nach Saša Staniši? Wer seine Herkunft sucht, findet viele „Woher kommst du? Komplexe Frage! Zuerst muss geklärt werden, worauf das Woher zielt. Auf die geografische Lage des Hügels, auf dem der Kreißsaal sich befand? Auf die Landesgrenzen des Staates zum Zeitpunkt der letzten Wehe? Gene, Ahnen, Dialekt? Wie man es dreht, Herkunft bleibt doch ein Konstrukt!“ Saša Staniši? meidet in seinem literarischen „Selbstporträt mit Ahnen“ einfache Antworten, selbst dort, wo auf fast jedem Grabstein sein Nachname steht, wie auf dem Friedhof des Bergdorfs Oskoruša bei Višegrad. Er erinnert sich an einen Ausflug dorthin mit seiner mittlerweile dementen Großmutter Kristina. Während sie ihre Erinnerungen verliert, archiviert er seine und geht den Wörtern auf den Grund, um das Konstrukt Herkunft aus den Angeln zu heben. Geboren wird er in einem Land, das es nicht mehr gibt: der Sozialistischen Föderativen Republik Jugoslawien. Nach deren Zerfall fl ieht er mit seinen Eltern nach Deutschland, lernt Land und Sprache kennen und verbringt seine Freizeit an der ARAL-Tankstelle mit anderen, die ebenfalls mehrere Heimaten haben. Der erwachsene Staniši? schreibt Romane und erhält 2019 für „Herkunft“ den Deutschen Buchpreis. Nicht ein Spieler steht nun als Saša auf der Bühne, sondern passend gleich alle sechs. Ein Gastspiel des Münchner Volkstheaters nach Saša Staniši? In einer Bühnenfassung von Felix Hafner Regie: Felix Hafner Bühne & Kostüme: Camilla Hägebarth Musik: Clemens Wenger Choreografie: Blenard Azizaj Dramaturgie: Bastian Boß Mit: Jakob Immervoll, Jan Meeno Jürgens, Jonathan Müller, Pola Jane O‘Mara, Nina Steils, Anne Stein

Forum Romstr. 9, Bressanone, BZ
Herkunft
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Theatre
Giovedì, 21 Mar 2024 20:00

nach Saša Staniši? Wer seine Herkunft sucht, findet viele „Woher kommst du? Komplexe Frage! Zuerst muss geklärt werden, worauf das Woher zielt. Auf die geografische Lage des Hügels, auf dem der Kreißsaal sich befand? Auf die Landesgrenzen des Staates zum Zeitpunkt der letzten Wehe? Gene, Ahnen, Dialekt? Wie man es dreht, Herkunft bleibt doch ein Konstrukt!“ Saša Staniši? meidet in seinem literarischen „Selbstporträt mit Ahnen“ einfache Antworten, selbst dort, wo auf fast jedem Grabstein sein Nachname steht, wie auf dem Friedhof des Bergdorfs Oskoruša bei Višegrad. Er erinnert sich an einen Ausflug dorthin mit seiner mittlerweile dementen Großmutter Kristina. Während sie ihre Erinnerungen verliert, archiviert er seine und geht den Wörtern auf den Grund, um das Konstrukt Herkunft aus den Angeln zu heben. Geboren wird er in einem Land, das es nicht mehr gibt: der Sozialistischen Föderativen Republik Jugoslawien. Nach deren Zerfall fl ieht er mit seinen Eltern nach Deutschland, lernt Land und Sprache kennen und verbringt seine Freizeit an der ARAL-Tankstelle mit anderen, die ebenfalls mehrere Heimaten haben. Der erwachsene Staniši? schreibt Romane und erhält 2019 für „Herkunft“ den Deutschen Buchpreis. Nicht ein Spieler steht nun als Saša auf der Bühne, sondern passend gleich alle sechs. Ein Gastspiel des Münchner Volkstheaters nach Saša Staniši? In einer Bühnenfassung von Felix Hafner Regie: Felix Hafner Bühne & Kostüme: Camilla Hägebarth Musik: Clemens Wenger Choreografie: Blenard Azizaj Dramaturgie: Bastian Boß Mit: Jakob Immervoll, Jan Meeno Jürgens, Jonathan Müller, Pola Jane O‘Mara, Nina Steils, Anne Stein

Stadttheater Theaterplatz 2, Merano, BZ
Arlecchino Muto per Spavento
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Theatre
Giovedì, 21 Mar 2024 20:30

Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. 1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento! Questo Arlecchino, sicuramente originale per la scelta del canovaccio inedito e per la volontà di riportare alla ribalta dopo almeno 20 anni di silenzio la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione, testimonia la scelta di voler fare un “teatro d’arte per tutti”, come la vera e profonda vocazione di Stivalaccio Teatro. Un teatro popolare, ma ricco di spunti, in cui la tradizione della Commedia dell’Arte viene smontata e rimontata con gli strumenti di interpretazione e di lettura del XXI secolo, uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano, celati dalle smorfie inamovibili delle maschere e dall’abilità degli interpreti. Un canovaccio moderno, per utilizzare le parole di Eugenio Allegri, a cui è dedicato questo debutto, che va “alla ricerca della propria origine, della propria storia, del proprio presente per ritrovare la ‘memoria attiva’ di un discorso sul teatro e, attraverso il teatro, di un discorso sulla società”. Una trama in cui gli intrecci si ingarbugliano sugli equivoci, ma lentamente si dipanano tra le gesta dei personaggi. E se queste esili vicende, ambientate in un mondo surreale e fantastico, echi dello splendore teatrale italiano di tempi lontani riescono ancora a strappare un sorriso, forse in quel preciso istante potrà rinascere la poesia del teatro, per troppo tempo silenziata e muta. ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Pierdomenico Simone, Michele Mori, Stefano Rota, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello scenografia Alberto Nonnato costumi Licia Lucchese disegno luci Matteo Pozzobon e Paolo Pollo Rodighiero maschere Stefano Perocco di Meduna soggetto originale e regia Marco Zoppello duelli Massimiliano Cutrera consulenza musicale Ilaria Fantin trucco e parrucco Carolina Cubria assistente alla regia Francesca Botti assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare produzione STIVALACCIO TEATRO in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Verona con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Fondazione Teatro Civico di Schio durata: 150 minuti

Forum Via Roma 9, Bressanone, BZ
Calígula
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Theatre
Venerdì, 22 Mar 2024 20:00-
L'evento si tiene dal 22 Mar 2024 al 06 Apr 2024

im Rahmen des europäischen Minderheiten-Projektes Phonè von Iaco Rigo Mutter, Vater, Tochter und neuerdings auch ein Vogel: Calìgula! Die dreiköpfige Familie hört einander nicht zu, alle sind mit sich selbst beschäftigt und geben wenig von ihren wahren Gefühlen preis. Mit der Zeit nimmt Calìgula immer mehr Platz in diesem Gefüge ein, er wiederholt Wörter, nimmt alle Gespräche auf, verlangt Aufmerksamkeit. Irgendwann weiß er mehr über die Familienmitglieder als sie selbst voneinander. Der Alltagsrhythmus beginnt sich aufzulösen. Fassaden bröckeln. Alle suchen nach ihrer eigenen Freiheit, auch Calìgula. Wer wird Sie finden? Gibt es Sie überhaupt? Ein zweisprachiges, skurriles Stück über das Gefangensein in Konstrukten und Realitäten und über die Frage, ob man diesen entfliehen kann. Hilft dabei die emotionale Intelligenz? Oder doch die Künstliche? Als Teil des europäischen Minderheiten-Projekts phonè wurde Calìgula von Iaco Rigo, als ladinischer Theatertext verfasst, um unsere dritte Landessprache ins Rampenlicht zu stellen. Das Team rund um Regisseurin Viktoria Obermarzoner zeigt uns einen schrullig ausgefallenen Theaterabend in deutscher und ladinischer Sprache genauso wie sich auch das Team zusammensetzt. Mit: Mirko Costa| Maria Craffonara | Sabrina Fraternali | Hanenn Huber | Lisa Laner Autor: Iaco Rigo Regie & Fassung: Viktoria Obermarzoner Ausstattung: Ursula Tavella Musik: Maria Craffonara Tanz: Sabrina Fraternali

Stadttheater Bruneck Dantestraße 21, 39031 Bruneck, Brunico, BZ
Arlecchino Muto per Spavento
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Theatre
Sabato, 23 Mar 2024 20:30

Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. 1716. Dopo circa quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto. Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (nomen omen), pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento! Questo Arlecchino, sicuramente originale per la scelta del canovaccio inedito e per la volontà di riportare alla ribalta dopo almeno 20 anni di silenzio la Commedia dell’Arte con il suo “repertorio” di strumenti del mestiere come la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione, testimonia la scelta di voler fare un “teatro d’arte per tutti”, come la vera e profonda vocazione di Stivalaccio Teatro. Un teatro popolare, ma ricco di spunti, in cui la tradizione della Commedia dell’Arte viene smontata e rimontata con gli strumenti di interpretazione e di lettura del XXI secolo, uno spettacolo in cui gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano, celati dalle smorfie inamovibili delle maschere e dall’abilità degli interpreti. Un canovaccio moderno, per utilizzare le parole di Eugenio Allegri, a cui è dedicato questo debutto, che va “alla ricerca della propria origine, della propria storia, del proprio presente per ritrovare la ‘memoria attiva’ di un discorso sul teatro e, attraverso il teatro, di un discorso sulla società”. Una trama in cui gli intrecci si ingarbugliano sugli equivoci, ma lentamente si dipanano tra le gesta dei personaggi. E se queste esili vicende, ambientate in un mondo surreale e fantastico, echi dello splendore teatrale italiano di tempi lontani riescono ancora a strappare un sorriso, forse in quel preciso istante potrà rinascere la poesia del teatro, per troppo tempo silenziata e muta. ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance, Matteo Cremon, Anna De Franceschi, Pierdomenico Simone, Michele Mori, Stefano Rota, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello scenografia Alberto Nonnato costumi Licia Lucchese disegno luci Matteo Pozzobon e Paolo Pollo Rodighiero maschere Stefano Perocco di Meduna soggetto originale e regia Marco Zoppello duelli Massimiliano Cutrera consulenza musicale Ilaria Fantin trucco e parrucco Carolina Cubria assistente alla regia Francesca Botti assistente mascheraia Tullia Dalle Carbonare produzione STIVALACCIO TEATRO in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Verona con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Fondazione Teatro Civico di Schio durata: 150 minuti

Teatro Comunale Piazza Johann Wolfgang von Goethe 1, Vipiteno, BZ
Die Nacht so groß wie wir
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Theatre
Venerdì, 05 Apr 2024 10:00-
L'evento si tiene dal 05 Apr 2024 al 13 Apr 2024

Eine Produktion des Jugendtheaterclubs für alle ab 14 Jahren Koproduktion mit dem Theaterpädagogischen Zentrum Brixen von Sarah Jäger Bühnenfassung von Salome Dastmalchi Heute entlassen wir Sie in das Erwachsenenleben. — Mit diesen Worten wird Maja, Suse, Pavlow, Bo und Tolga das Maturazeugnis überreicht. Die Fünf verbindet eine lange Freundschaft. Und nun wartet das wahre Leben auf sie, das sie bei der Abschlussparty an diesem Abend feiern wollen. Doch vorher werden sie sich in dieser letzten Nacht ihrer Jugend ihren persönlichen Ungeheuern stellen. Die Freunde kommen schnell an ihre Grenzen und gehen auch darüber hinaus. Am Ende ist nichts mehr so wie vorher, denn plötzlich ist die Nacht so viel größer, als sie. Sarah Jäger bringt aus den unterschiedlichen Perspektiven der Jugendlichen die wesentlichen Themen des Lebens zur Sprache: Familienbande, Liebe, Gesundheit, Betrug und Tod. Den für den Jugendliteraturpreis 2022 nominierten Roman werden Regisseurin Eva Kuen und Theaterpädagoge Benni Troi gemeinsam mit Jugendlichen aus Südtirol für die Bühne adaptieren. Ein Stück, das alle berührt, die, die erwachsen werden wollen und die, die es vielleicht immer noch nicht sind. Tolga Jonathan Enrich Victoria Lunger Maja Hannah Psenner Anna Sofie Schenk Pavlow Sahra Kafmann Samuel Lechner Suse Salome Moerl Sara Stieler Bo Heidi Pichler Greta Stoffner Miriam Trockner Regie Eva Kuen

Stadttheater Verdiplatz 40, Bolzano, BZ
Ein ganzes Leben
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Theatre
Sabato, 06 Apr 2024 20:00-
L'evento si tiene dal 06 Apr 2024 al 14 Apr 2024

nach dem Roman von Robert Seethaler Begeben Sie sich mit Andreas Egger auf eine Reise. Die beeindruckende, berührende, brutale und ehrliche Geschichte eines Mannes, der in den Bergen aufwächst. Als Kind ist er ein Hilfsknecht bei einem gewalttätigen Bauern. Durch dessen Züchtigungen versehrt, verwächst sein gebrochener Oberschenkel krumm, sodass er ein kürzeres Bein zurückbehält und der Einzige ist, der am Berg gerade läuft. Er wird bärenstark und schließt sich als junger Mann einem Bautrupp an, der die ersten Bergbahnen baut und trifft auf die Liebe seines Lebens Marie. Die Vereinigten Bühnen Bozen wollen Ihnen diese pure und emotionale Lebensgeschichte in einem einfachen und intimen Setting zeigen. Keine große Inszenierung, sondern eine szenische Einrichtung, die Ihnen diese wundervolle Geschichte offen und direkt präsentieren wird. mit Roman Blumenschein Szenische Einrichtung Rudolf Frey Daniel Theuring Bühne & Kostüme Ayse Gülsüm Özel

Teatro Comunale Verdiplatz 40, Bolzano, BZ
Fondazione Provincia

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