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Bartleby lo scrivano - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

di Francesco Niccolini
liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville
regia Emanuele Gamba
con Leo Gullotta
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

ARCA AZZURRA PRODUZIONI

Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no».
Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?

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Date e orari evento :

Mercoledì 17 Feb 2021
  • Mer 17 Febbraio, 202121:00

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  • ogni giorno fino a Sab 20 Feb 2021
    uno spettacolo di Pippo Delbono composizioni floreali Thierry Boutemy musiche Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari luci Orlando Bolognesi costumi Elena Giampaoli suono Pietro Tirella/Giulio Antognini con Compagnia Delbono: Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella e con la voce di Bobò EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE Coproduzione THÉÂTRE DE LIÈGE, LE MANÈGE MAUBEUGE - SCÈNE NATIONAL La gioia di Pippo Delbono è uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli si fondono con la magia del circo, i colori dei clown e la malinconia del tango, in una girandola caleidoscopica di maschere, storie personali e stati d’animo. Dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena di Delbono a partire dal primo incontro nel 1995 nel manicomio di Aversa, questa creazione diventa un nuovo percorso verso la “gioia”. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso “l’inno alla gioia”.
  • Domenica 21 Feb 2021
    uno spettacolo di Pippo Delbono composizioni floreali Thierry Boutemy musiche Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari luci Orlando Bolognesi costumi Elena Giampaoli suono Pietro Tirella/Giulio Antognini con Compagnia Delbono: Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella e con la voce di Bobò EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE Coproduzione THÉÂTRE DE LIÈGE, LE MANÈGE MAUBEUGE - SCÈNE NATIONAL La gioia di Pippo Delbono è uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli si fondono con la magia del circo, i colori dei clown e la malinconia del tango, in una girandola caleidoscopica di maschere, storie personali e stati d’animo. Dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena di Delbono a partire dal primo incontro nel 1995 nel manicomio di Aversa, questa creazione diventa un nuovo percorso verso la “gioia”. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso “l’inno alla gioia”.