banner eventi annullati it

7 Minuten Betriebsrat - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

von Stefano Massini
Eine Koproduktion von Phenomena und ZeitTheater

7 Minuten Betriebsrat
mit: Julia Augscheller, Linda Covi, Christina Khuen, Sabine Ladurner, Liz Marmsoler, Valentina Mölk, Johanna Porcheddu, Magdalena Schwellensattl, Alexandra Waldboth
Regie: Hans Kieseier
Regieassistenz: Annika Vetter
Ausstattung: Sara Burchia
Bühnenbau: Robert Reinstadler
Licht: By Oskar Light

Sie warten. Sie bangen. Sie hoffen auf gute Nachricht: die Frauen des Betriebsrats der französischen Textilfabrik Picard & Roche. Sie warten auf ihre Sprecherin Blanche, die seit knapp vier Stunden mit der neuen Betriebsführung im Verhandlungsraum sitzt. Sie bangen um die Zukunft der Fabrik. Sie hoffen, ihre Jobs nicht zu verlieren. Dann endlich die gute Nachricht: Keine verliert ihren Job. Keine bekommt ihren Lohn gekürzt. Es sind nur sieben Minuten, die ihnen von ihrer Pause abgezogen werden sollen. So das freundliche Ersuchen der "Krawatten". Der Jubel ist groß. Wenn da nicht eine wäre, die zweifelt. 7 Minuten werden zur Zeitbombe.

Der italienische Autor Stefano Massini setzt mit "7 Minuten/ Betriebsrat" der europäischen Arbeitswelt die Pistole auf die Brust: seine Protagonistinnen sind stellvertretend Zielscheibe in einer Welt, in der Profitdenken und Ausbeutung bagatellisiert werden.

Die Aufführungen im Theater in der Altstadt finden unter Einhaltung aller Covid-Sicherheitsmaßnahmen statt!

- Sicherheitsabstand von mind. 1 Meter bei den Sitzplätzen
- Maskenpflicht bis zur Platzeinnahme
- Händedesinfektion
- Frischluftzufuhr durch das Lüftungssystem
- Desinfektion nach jeder Aufführung

Begrenzte Sitzplatzanzahl: Reservierung unter Angabe von Namen jeder Person und Telefonnummer erforderlich!
www.tida.it oder Tel. 0473/211623

Contatti :

Date e orari evento :

ogni giorno fino a Gio 22 Ott 2020

Potrebbe interessarti anche :

  • Giovedì 17 Dic 2020
    UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.
  • Sabato 20 Feb 2021
    di Francesco Niccolini liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci ARCA AZZURRA PRODUZIONI Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no». Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?
  • Giovedì 11 Mar 2021
    uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.