banner inside pecore2020 IT

Drosseln (Swallow): Carambolage - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

di Stef Smith
dall’originale inglese di Valerie Melichar

Con Katharina Gschnell, Viktoria Obermarzoner, Doris Pigneter e Daniel Clemente

regia: Joachim Gottfried Goller
scenografia e costumi: Mirjam Falkensteiner
luci e tecnica: Claus Stecher, Julian Geier
allestimento scenico: Robert Reinstadler

Due donne, un uomo transessuale, tre scatti contemporanei: Rebecca ha il cuore spezzato e ha una brutta cicatrice sul viso dopo la separazione. Sam non sopporta più di vivere come donna, non vuole essere quello che gli altri vedono in lui. Anna non lascia il suo appartamento da mesi, smette di mangiare, distrugge i suoi mobili e si nasconde dal mondo. Tre vite segnate dall'isolamento e da un profondo desiderio di cambiamento - che nasce quando i personaggi si incontrano...

Con grande radicalismo nell'espressione linguistica e uno sguardo tenero ai personaggi, la drammaturga scozzese Stef Smith riesce a svelare le contraddizioni della società moderna tra ansia di perfezionismo e autodistruzione, per poter ridere con i protagonisti, maledirli, farli a pezzi e danzare sui loro frammenti.

"Drosseln (Swallow)" ha fatto scalpore al Fringe Festival 2015 di Edimburgo ed è stato premiato come miglior opera teatrale.

Contatti :

Date e orari evento :

Giovedì 01 Ott 2020

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si terrà domani e ogni giorno fino a Sab 24 Ott 2020
    TANZNOMADINNEN-Dokumentarfilm zu 15 Jahre Alpsmove Andreas Pichler_IT Docufilm TRAFFIC Stefania Bertola_IT Performance Denunciando l’orrore del traffico di organi la danzatrice e coreografa Stefania Bertola disegna un assolo che parla del corpo e della possibilità mercificare una parte di esso per necessità, per amore, senso del dovere oppure per aviditá. Concetto e regia: Stefania Bertola Produzione: La Quinta Danza asd RIZOSFERA Santija Bieza_IT Video+performance Un video e una performance con cui la performer Santija Bieza immagina le relazioni umane come una rete di scambio, una “rizosfera” fatta di scambi e interazioni indispensabili alla sopravvivenza umana. Concetto e regia: Santija Bieza Con il sostegno di Abteilung für deutsche Kultur der Autonomen Provinz Bozen E’ VIVAMENTE CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE
  • Venerdì 29 Gen 2021
    LA COMPAGNIA TEATRALE CODEX 8&9 – Rossano Calabro (CS) presenta: “TUTTO A POSTO” commedia in dialetto calabrese – due atti di Garofalo Gianpiero Regia di Gianpiero Garofalo
  • ogni giorno fino a Sab 16 Gen 2021
    DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.