banner inside 01 it

Invisibili generazioni - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Elementare Teatro
indagine, testo e regia Carolina De La Calle Casanova
con Corinna Grandi, Marco Ottolini, Paola Tintinelli e Federico Vivaldi
scenografie Ilaria Bassoli e Davide Vivaldi
musiche originali Marcello Gori
prodotto da Elementare Teatro
commissionato e co-prodotto dall’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito del progetto Trentino Global Network - TgN
> in collaborazione con il Coordinamento Teatrale Trentino

Durata: 95' ca

Questo paese sta invecchiando; i giovani se ne vanno, anno dopo anno. Nemmeno la Brexit, l’Isis, gli estremismi in aumento, la nascita di nuovi mestieri at home arrestano le ben tre generazioni invisibili che prendono residenza all’estero. E tutto ciò non lo diciamo noi, lo dicono i dati (incompleti per difetto) dell’Aire, il rapporto annuale dell’Istat, gli studi. Nell’Era del Virtuale l’emigrazione giovanile sembra solo essere la punta di un iceberg inesplorato; sotto acqua, in disgelo, c’è un cambiamento in essere di cui i nostri figli saranno comunque protagonisti. Invisibili Generazioni è la commedia grottesca e punk che narra questo cambiamento attraverso la storia di una famiglia molto particolare. Come ogni buon cambiamento che si rispetti, questo canto non può che iniziare dal caos.

Al termine dello spettacolo il pubblico sarà invitato a fermarsi in foyer con la compagnia per bere un bicchiere di vino gentilmente offerto dalla Cantina Vivallis.

Rassegna In Scena - Teatro Cristallo in collaborazione col Teatro Stabile di Bolzano

Contatti :

Date e orari evento :

Venerdì 14 Feb 2020

Potrebbe interessarti anche :

  • ogni settimana fino a Gio 20 Ago 2020 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi
    von Ödön von Horváth REGIE: Roland Selva Bühne u. Kostüme: Nora Veneri Lichtgestaltung: Alfredo Piras mit: Katharina Gschnell, Magdalena Schwellensattl Anton Gallmetzer, Horst Herrmann, Sebastian von Malfér, Nik Neureiter, Markus Westphal Spielort: Hof der Volksschule Neumarkt Reservierung: 0471 812128 (Bürozeiten, ab 20. Juli) oder emeil: info@fsu-neumarkt.com oder www.fsu-neumarkt.com/reservierung Zum Stück: Wie sich die Zeiten gleichen. Horváths Stück „Zur schönen Aussicht“ entstand 1926, in einer Zeit, die geprägt war vom Wandel und der Auflösung gewohnter Strukturen in der Gesellschaft, und dies geht stets einher mit Wirtschaftskrisen und der Verelendung großer Teile der Bevölkerung. Auch die Globalisierung und die propagierte neoliberale Weltordnung heben alte Ordnungen auf. In solchen Zeiten gibt es nur einen Gott, der da heißt Geld und er zwingt die Menschen in sein Gebet. (C. M. Meier) Inhalt: Das Hotel „Zur schönen Aussicht“ hat schon einmal bessere Zeiten gesehen. „Aussicht“ gibt’s dort kaum noch, „schöne“ schon gar nicht. Der Betrieb kann nur dank des einzigen Gastes, der Baronin Ada Freifrau von Stetten, einer aufgebügelten Halbweltdame, gerade noch überleben. Dafür müssen Hotelbesitzer Strasser, ehemaliger Offizier, Schauspieler und Bonvivant, der Kellner Max, vormals Plakatmaler und Autoschieber sowie der Chauffeur Karl, vor 1914 angeblich Plantagenbesitzer mit Zuchthausbekanntschaft in Portugal, bei der exaltierten Dame zum Liebesdienst antreten. Dazu kommen der Sektvertreter Müller, ein glühender Anhänger des, in Zeiten des Niedergangs, besonders aufblühenden Nationalismus sowie Ada’s hoffnungslos verschuldeter Zwillingsbruder Emanuel, dem nur noch der Titel verblieben ist. In diese dubiose Gesellschaft platzt Christine, die im Vorjahr eine Affäre mit Strasser hatte, die nicht „ohne Folgen“ blieb. Strasser will naturgemäß von Unterhaltszahlung oder gar Heirat nichts wissen und als jeder der Herren kurzerhand behauptet, Christine ebenfalls „näher gekannt“ zu haben, scheint die Ordnung wieder hergestellt – wenn da nicht der mittellosen „ledigen“ Mutter die Hilfe Gottes zugefallen wäre, die der männlichen Solidargemeinschaft ein jähes Ende bereitet…
  • Venerdì 28 Ago 2020
    NULLA SI SA, TUTTO SI SOGNA Viaggio onirico attraverso l’universo artistico di Federico Fellini. Da un’idea di Giovanni Chiericati. A cura di ControTempoTeatro Luogo e ora: Parco Laurin, ore 21.30
  • ogni settimana fino a Ven 31 Lug 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
    È con il titolo EDEN – Danza per uno spettatore che Bolzano Danza 2020 si reinventa. Cancellato nella sua interezza il programma del Festival pensato pre-pandemia di Coronavirus dal direttore artistico Emanuele Masi, la Fondazione Haydn presenta un’edizione singolare e unica dal 15 al 31 luglio al Teatro Comunale. In conformità con le linee guida di sicurezza imposte, l’edizione 2020 di Bolzano Danza non assomiglierà alle 35 che l’hanno preceduta e si configurerà come atto simbolico e unico, una risposta progettuale del tutto nuova in linea con quanto stiamo vivendo. Un ripensamento del concetto di festival e di un luogo – il teatro – che è innanzitutto condivisione, non distanziamento. Trasformato in un giardino di decompressione e riflessione il Teatro Comunale sarà il luogo dell’avvicinamento tra due esseri viventi, sarà il luogo di un’esperienza. Un EDEN - il meraviglioso giardino dove avvenne l’incontro tra i due primi esseri umani - dove ‘assaggiare’ una danza simbolica, luogo dal quale tutto può ricominciare o rompersi, come ricordata Stendhal: “L’Eden null’altro è se non una promessa di felicità o la nostalgia di un’origine perduta. Questa promessa, questa nostalgia danno voce a una mancanza, a un'assenza. Origine assoluta e luogo di frattura”. Dal 15 al 31 luglio, EDEN - Danza per uno spettatore sarà dunque un atto simbolico, iperbolico, coraggioso, distintivo. Un’esperienza intima, di riappropriazione della relazione tra spettatore e danzatore, one to one. Nell’enorme sala del Teatro Comunale un solo spettatore alla volta vedrà aprirsi il sipario su un interprete e una coreografia scelta tra le tre realizzate in esclusiva per Bolzano Danza 2020 dall’americana Carolyn Carlson (EDEN of Carolyn), dal francese Rachid Ouramdane (EDEN selon Rachid) e dall’italiano Michele Di Stefano (EDEN secondo Michele). Un centinaio di repliche totali (30 al giorno suddivise in slot) per un incontro infinitamente piccolo, estremamente dilatato. Pochi istanti di profonda bellezza, di esperienze estetica e umana. Per riappropriarsi della danza e, forse, del significato di teatro. Tutte le performance sono gratuite su prenotazione. Prenotazioni a partire dal 24 giugno su www.bolzanodanza.it