corsi e percorsi banner inside GIUSTO

Rumori fuori scena - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

di Michael Frayn
regia Valerio Binasco
con Valerio Binasco, Fabrizio Contri, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli

TEATRO STABILE DI TORINO- TEATRO NAZIONALE

Rumori fuori scena dell’inglese Michael Frayn è un cult del teatro contemporaneo, una perfetta macchina comica, una celebrazione delle goffe imprese di una compagnia di scalcagnati teatranti. Una commedia che svela con affettuoso sarcasmo le dinamiche che si nascondono dietro a uno spettacolo teatrale. Gli spettatori assistono alla prova generale della pièce, congegno perfetto di entrate e uscite, ma anche di divertenti equivoci. Il pubblico si trova a sbirciare dietro le quinte, tra animate ripicche e rivalità. Interruzioni, errori, crisi di nervi, tensioni, amorazzi e riappacificazioni potrebbero compromettere definitivamente la recita della commedia, ma nonostante tutto, si va in scena e con grande successo!

Tags

Contatti :

Date e orari evento :

ogni giorno fino a Dom 08 Dic 2019

Potrebbe interessarti anche :

  • Sabato 08 Feb 2020
    nach dem Roman von Joseph Roth Bearbeitung von Koen Tachelet Übersetzung aus dem Niederländischen von Eva M. Pieper und Alexandra Schmiedebach Regie: Rudolf Frey Mit: Roman Blumenschein, Alexander Ebeert, Max G. Fischnaller, Elke Hartmann, Lukas Lobis, Hannes Perkmann, Peter Schorn, Fabian Schiffkorn, Dominik Raneburger Die Trompeten schmettern, Pferdehufe klappern, die Uniformen der Männer glänzen rot auf den Pferdeleibern. Der junge Carl Joseph von Trotta, Enkel des Helden von Solferino, ist auf Wunsch seines Vaters Soldat geworden, Soldat in der noch blühenden k.u.k. Monarchie. Sein Großvater hatte Kaiser Franz Joseph I. in der Schlacht von Solferino das Leben gerettet. So begann die glorreiche Zeit der Trottas. Die Familie wurde geadelt, ihre bäuerlich slawische Herkunft fu?r Jahre vergessen. Doch nicht fu?r immer. Carl Joseph von Trotta dient zwar in der Armee, er würde aber am liebsten wieder Bauer sein, einfacher Bauer in Sipolje. Die Uniform schnürt ihm den Atem ab, die Kaserne empfindet er als Gefängnis. Trotta sehnt sich nach Freiheit, nach Leben. Er ist ein Träumer inmitten einer Welt, die unaufhaltsam ihrem Untergang zusteuert. Alkohol und Frauen sind sein Trost und Glück, das Spielkasino sein Verderben. Er verliert Freunde, Geld und im Ersten Weltkrieg schließlich sein Leben. In seinem poetischen Jahrhundertroman zeigt Joseph Roth ein Panorama an Figuren, die sämtlich zu wissen scheinen, dass ihr Kosmos dem Untergang geweiht ist. Im Aufstieg und Verfall einer Familie spiegeln sich die letzten Dekaden der Donaumonarchie – eine Utopie, an die der Autor als Patriot und Weltbürger bis an sein Lebensende glaubte.
  • Venerdì 14 Feb 2020
    Elementare Teatro indagine, testo e regia Carolina De La Calle Casanova con Corinna Grandi, Marco Ottolini, Paola Tintinelli e Federico Vivaldi scenografie Ilaria Bassoli e Davide Vivaldi musiche originali Marcello Gori prodotto da Elementare Teatro commissionato e co-prodotto dall’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento nell’ambito del progetto Trentino Global Network - TgN > in collaborazione con il Coordinamento Teatrale Trentino Durata: 95' ca Questo paese sta invecchiando; i giovani se ne vanno, anno dopo anno. Nemmeno la Brexit, l’Isis, gli estremismi in aumento, la nascita di nuovi mestieri at home arrestano le ben tre generazioni invisibili che prendono residenza all’estero. E tutto ciò non lo diciamo noi, lo dicono i dati (incompleti per difetto) dell’Aire, il rapporto annuale dell’Istat, gli studi. Nell’Era del Virtuale l’emigrazione giovanile sembra solo essere la punta di un iceberg inesplorato; sotto acqua, in disgelo, c’è un cambiamento in essere di cui i nostri figli saranno comunque protagonisti. Invisibili Generazioni è la commedia grottesca e punk che narra questo cambiamento attraverso la storia di una famiglia molto particolare. Come ogni buon cambiamento che si rispetti, questo canto non può che iniziare dal caos. Al termine dello spettacolo il pubblico sarà invitato a fermarsi in foyer con la compagnia per bere un bicchiere di vino gentilmente offerto dalla Cantina Vivallis. Rassegna In Scena - Teatro Cristallo in collaborazione col Teatro Stabile di Bolzano
  • Lunedì 10 Feb 2020
    «La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi. Padri che credevano infinita la ricchezza raggiunta ma che si sono bruscamente risvegliati dal Sogno Nordestino. Poi noi. Figli che si chiedono: siamo vittime o privilegiati? Siamo vittime del privilegio» commentano Marta e Diego Dalla Via. È attorno a questo rapporto tra generazioni che nasce lo spettacolo Mio figlio era come un padre per me dei fratelli Dalla Via, fiaba tragicomica ambientata in un Veneto che fa i conti con la fugacità dei miracoli economici. Tutto comincia con due fratelli annoiati che decidono di assassinare i genitori. E qual è il modo migliore per uccidere un genitore? Ammazzargli il figlio e farlo morire di crepacuore. Questo il primo dei tanti paradossi che accompagnano lo spettatore in una riflessione surreale e autentica del presente. Quanto dura un’epoca ai tempi della polenta istantanea? Un anno, un mese, forse meno. Forse solo 24 ore, come in questo racconto, fatto di euforia e depressione, di business class e low cost, di obesi e denutriti. I protagonisti sono simbolo di una popolazione intera che soffre di ansia da prestazione, condannata ad una competizione perpetua che non ha traguardo. Attrice e formidabile caratterista, oltre a collaborare spesso con Natalino Balasso, Marta Dalla Via è spesso autrice degli spettacoli che interpreta. La commedia nera Mio figlio era come un padre per me, che ha scritto e interpretato assieme al fratello Diego, con ironia raggelante e con punte di cinismo, affronta la questione del suicidio come scelta estrema e traccia una sorta di cupa e grottesca parabola sul conflitto generazionale. Con uso arguto dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda sconcertante, ma allo stesso tempo esemplare, in cui il senso di colpa viene distribuito tra le generazioni. «Noi e poi noi e poi noi. Siamo nati per riscrivere le nostre ultime volontà».