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Utente : gianni_inside

Eventi di : gianni_inside

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Art & Culture
Sabato, 30 Ott 2021 11:00
ogni settimana fino a Sab 06 Nov 2021 nei giorni di: Martedi Sabato

Bòninpònt a Cadipietra! Escursione nel centro storico di Cadipietra Il tour inizia nel "granaio" di Cadipietra, l'ex magazzino della società mineraria. In seguito le nostre guide vi condurranno attraverso il centro storico di Cadipietra, che è unico in Alto Adige per il suo aspetto, e deve le sue origini all'attività mineraria. Gli imponenti edifici dal caratteristico colore rosso, tra cui la casa del fattore, la tenuta Gassegg e la chiesa di Maria Loreto, nonché le fonderie, sono spiegati in dettaglio. Una passeggiata attraverso la storia secolare del commercio della Valle Aurina. Prenotazione necessaria a causa del numero limitato di partecipanti. Orario: martedì e sabato, ore 11 Durata: 1h Per visitare il museo tutte le persone sopra i 12 anni devono essere in possesso del Green Pass (EU Digital COVID Certificate).

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Exhibitions
Mercoledì, 27 Ott 2021 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Mer 16 Mar 2022 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion presenta TECHNO, il primo capitolo di TECHNO HUMANITIES, un programma a lungo termine che toccherà tutti gli spazi, gli aspetti e i componenti di questa istituzione. TECHNO mette insieme temi emersi dai confronti tra umanità, ecologia, tecnologia ed economia e include una mostra collettiva internazionale che occuperà tutto l’edificio di Museion, un public program, un rave diurno e il TECHNO Reader — un’antologia di testi critici commissionati per l’occasione sulla techno e la globalizzazione. La mostra si articola su tre temi — Libertà, Compressione ed Esaurimento — e mette al centro l’esperienza della techno, scegliendola come lente con cui esaminare una condizione umana e un ordine sociale contemporanei. Museion invita un gruppo internazionale di artisti e artiste, teorici e teoriche e produttori e produttrici a esplorare in che modo i fenomeni culturali legati alla techno si siano intrecciati alla maniera con cui oggi sperimentiamo le nostre identità. Accostando la deriva mainstream della techno di metà anni ottanta ai processi geopolitici e ai progressi economici di quell’epoca, TECHNO vuole riflettere su questo genere musicale al di là della sua definizione di subcultura. L’attuale pandemia è diventata una potente metafora della globalizzazione, e al tempo stesso ha gettato una luce nuova sull’industria multimiliardaria della musica techno, rivelando aspetti paralleli: ingiustizia sistematica, sfruttamento e incuria. TECHNO può essere considerato un appello a opporsi allo status quo e a mettere in rilievo i cambiamenti a livello sociale. Bart van der Heide, curatore di TECHNO: “Quando si parla di sottoculture, l’immersione totale è fondamentale. Non è mai esistito un movimento punk part-time. Eppure nel caso della subcultura techno si può entrarne e uscirne in qualsiasi momento. Mediata dalle nuove tecnologie, la musica techno è diventata la colonna sonora della liberazione e della fuga. La compressa architettura sonica del locale techno club ha costruito legami significativi con la propria comunità, attraverso esperienze collettive e interconnesse fatte di gioia, esaurimento e sfogo calcolato. In un certo senso, l’esperienza techno è riuscita ad adattarsi perfettamente alle richieste dei lavoratori e lavoratrici freelance di un’era post-industriale.” Artisti/e coinvolti/e: Riccardo Benassi, Paul Chan, Nicolò Degiorgis, Karin Ferrari, Massimo Grimaldi, CC Hennix, Tishan Hsu, Mire Lee, Ghislaine Leung, Isabel Lewis, Piero Martinello in Zusammenarbeit mit/in collaborazione con/in collaboration with Franco Ruaro, Sandra Mujinga, Nkisi aka Melika Ngombe Kolongo, Emeka Ogboh, Yuri Pattison, Daniel Pflumm, James Richards und/e/and Steve Reinke, James Richards, Jacolby Satterwhite, Leander Schwazer, Sung Tieu, Jan Vorisek e molti altri. TECHNO è curata da Bart van der Heide, direttore di Museion, in collaborazione con un team di ricerca internazionale composto tra gli altri da Francesco Tenaglia, critico d’arte e curator, Florian Fischer, direttore di palcoscenico, e Frida Carazzato, assistente curatoriale di Museion. In TECHNO Reader compaiono testi di Caroline Busta & Lil Internet, Matthew Collin, Anna Greenspan, Bart van der Heide e Matthew Herbert. Il volume verrà pubblicato da Hatje Cantz Verlag e sarà disponibile all’inaugurazione della mostra. Florian Fischer produrrà un audiopiece alla mostra e Francesco Tenaglia un podcast. Alcuni e alcune DJ e produttori e produttrici internazionali svilupperanno per la mostra una colonna sonora esclusiva. Architettura della mostra: Diogo Passarinho Studio, Berlino. Con il sostegno di Pro Helvetia Schweizer Kulturstiftung. Evento inaugurale in due parti. Venerdì 10 settembre 2021: 17:00 – “Day Rave”, performance site-specific di Isabel Lewis & Margherita D’Adamo in una ex centrale idroelettrica, ALPERIA St. Anton/S. Antonio, Bolzano, Via Sant’Antonio 12. In collaborazione con TRANSART. Powered by ALPERIA. 19:30 – Inaugurazione mostra TECHNO a Museion, Piazza Piero Siena 1, Bolzano, Italia. In collaborazione con TRANSART. Powered by ALPERIA. Museion Sarah Greenwood Tel. +39 0471 22 34 30 sarah.greenwood@museion.it

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Museo

Il Museo è ospitato nell’antica sede di riscossione dei censi fondiari e dei diritti di dogana dell’Imperatore d’Austria Massimiliano I, all’angolo nordorientale del centro storico di Bolzano. La prima testimonianza storica dell’esistenza di questa costruzione tardo-gotica risale al 1500 quando l’Imperatore Massimiliano I ordinò appunto di completare e dotare di copertura la nuova sede di riscossione da lui voluta. Negli anni a seguire funse dunque da centro di gestione delle entrate sull’Adige. Nel corso dei secoli essa fu adibita a diversi usi, fungendo prevalentemente da edificio amministrativo. Della costruzione originaria restano solo pochi elementi costruttivi situati all’interno. Di particolare pregio è tuttavia il salone con soffitto gotico a volte, destinato normalmente ad ospitare le mostre temporanee. Accanto a due soffitti gotici in legno ed alcuni archi di ingresso a sesto acuto è possibile ammirare ormai solo nella volta a crociera del bovindo due scudi dipinti. Divenuto di proprietà dello Stato Italiano, nel 1973 l’edificio passò alla Provincia di Bolzano con la concessione del secondo Statuto di Autonomia. Negli anni a seguire andò sempre più prendendo forma l’idea di trasformare la sede di riscossione nel previsto museo di storia naturale. Nel 1989 fu infine approvato il progetto esecutivo e si poté dare inizio ai lavori di risanamento. Nel marzo del 1997 venne poi inaugurato il nuovo museo con l’organizzazione di una mostra temporanea. Due anni e mezzo più tardi furono ultimati anche i lavori di realizzazione dei locali destinati all’esposizione permanente che poterono finalmente essere aperti al pubblico.

Museo

Nel cuore dell’Alto Adige, circondato dalle vette del Catinaccio, sorge Museion – museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano. Un’architettura futuristica, giocata su trasparenza e fluidità, accoglie il museo nella sede disegnata dallo studio KSV di Berlino. Grazie a un programma mostre coraggioso e di respiro internazionale, che ha portato, spesso in prima nazionale, le posizioni più forti della scena artistica attuale, Museion si è affermato tra i maggiori musei d’arte contemporanea in Italia e nell’area alpina. La collezione conta oltre 4500 opere ed è presentata a rotazione in percorsi tematici, spesso in dialogo con altre raccolte pubbliche e private. Essa rispecchia la storia e le scelte espositive del museo nel tempo - tra i nuclei di ricerca arte e linguaggio, i linguaggi della scultura, la rilettura critica del presente e le posizioni di artisti extra europei. Punto d’incontro e piazza coperta. Portare l’esperienza del contemporaneo vicino al pubblico: con questo impegno Museion propone un ricco programma di mediazione ed eventi. Nei mesi estivi la facciata mediale illumina la città con video d’artista di grande suggestione. Lo spazio di Passage, aperto a manifestazioni esterne, fa di Museion un punto di riferimento per gli eventi di cultura contemporanea e quindi musica, danza e performance.

Galleria d arte

La galleria Alessandro Casciaro è una galleria internazionale di arte moderna e contemporanea che rappresenta alcuni dei più significativi artisti italiani ed eulropei, selezionati per la qualità della loro ricerca e per l’unicità di linguaggio, parallelamente a giovani artisti emergenti, per i quali contribuisce alla promozione e allo sviluppo del loro profilo nel panorama artistico internazionale. Fondata nel 2015 da Alessandro Casciaro come prosecuzione della Galleria Goethe, la prima galleria d’arte in Alto Adige (fondata nel 1964 da Ennio Casciaro), la galleria conta oggi su più di cinquant’anni di prestigiose mostre e cataloghi curati indipendentemente, numerose fiere nazionali e internazionali e sulla collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni internazionali nel campo dell'arte moderna e contemporanea, rivolgendosi al futuro con costanti nuovi stimoli e obiettivi.

Museo

Dalla metà del XIII secolo al 1973 la Hofburg (palazzo vescovile) fu la residenza dei principi vescovi e poi dei vescovi della diocesi di Bressanone. Fino alla secolarizzazione avvenuta nel 1803 i vescovi detenevano anche il potere temporale e infatti Bressanone era sede della corte dei principi vescovi (Fürstenhof) dotata di propria amministrazione. Da qui il nome (Hofburg) che venne dato alla residenza. Con il trasferimento della sede vescovile a Bolzano nel 1973 la Hofburg ebbe una nuova destinazione: da quel momento ospita infatti il Museo Diocesano e l’Archivio Diocesano. Dall’esterno l’edificio si presenta come un palazzo con quattro ali a pianta chiusa su tre piani, dotato di due massicci avancorpi a torre sul lato sud che assieme al fossato, attualmente colmo d’acqua solamente sui lati orientale e meridionale, gli conferiscono le caratteristiche di una fortificazione. L’accesso avviene dal lato orientale. Se in origine si poteva entrare solo attraverso un ponte levatoio, oggi un ponte in muratura che supera il fossato conduce ad un ampio ambiente d’ingresso decorato a stucchi che è aperto verso il cortile interno. Il portone ferrato risale ancora al Medioevo. L’ala ovest di fronte all’ambiente d’ingresso disegna con il portale della chiesa di corte l’asse ottico del cortile. Nel timpano del portale è riprodotto lo stemma (sovrastato da infula, bastone e spada) del principe vescovo conte Künigl, che fece completare la ristrutturazione in chiave barocca. Su una nuvola collocata sopra il portale poggia la statua di Maria Immacolata realizzata in arenaria bianca, opera di Cristoforo Benedetti di Mori presso Rovereto, che eseguì l’intero complesso del portale. Oltre alle raccolte del Museo Diocesano, anche negli interni la Hofburg conserva una serie di opere d’arte e architettoniche notevoli, quali la cappella di corte con le sue ricche dotazioni, i due ambienti della cancelleria aulica nonché l’appartamento imperiale e quello vescovile. L’edificio stesso della Hofburg è uno dei monumenti di maggiore attrattiva e rilevanza dell’Alto Adige.

Galleria d arte

Rinnovata nel 2019 e focalizzata sull’arte contemporanea, la galleria in centro a Bressanone sarà diretta dal Südtiroler Künstlerbund che dal 2020 ne prenderà in mano le redini puntando su una nuova mission: quella di sottolineare il valore personale e sociale dell’arte contemporanea promuovendone lo sviluppo e mediandone i contenuti. Il potenziale dei tesori artistici storici, intesi come deposito di ricordi in dialogo con la contemporaneità, sarà traslato nel futuro. L’arte diventa elemento riflettore di processi pansociali e culturali, co-pensatore di eventi sociali, politici, tecnologici, economici ed ecologici. Oltre che con la Galleria Civica, il Südtiroler Künstlerbund coopera con istituzioni ed enti operanti a livello provinciale puntando a creare sinergie e allargare la rete dedicata agli artisti. Alla Galleria Civica un comitato nomina ogni anno un nuovo curatore, incaricato di gestire 4-5 mostre.

Museo

Il Museo Civico di Chiusa con le sue raccolte si trova nell´ex Convento dei Cappuccini, che risale ad una fondazione della regina di Spagna Maria Anna (1667-1740) e che comprende anche lo straordinario Tesoro di Loreto, ricco di preziosi pezzi unici di provenienza europea. Di notevole interesse inoltre la sezione dedicata alla Colonia Artistica di Chiusa (1874-1914). L´offerta museale viene arricchita dalla Galleria Civica con cinque mostre temporanee annuali.

Castello

Sopra Sluderno in Val Venosta, tra il passo Resia e Merano, si erge Castel Coira, uno dei più grandiosi e meglio conservati castelli dell’Alto Adige, con la più grande armeria privata ed un splendido loggiato. L’armeria di Castel Coira è la raccolta privata più grande di questo genere, con oltre 50 corazze dei Signori del Castello elaborate su misura dai più famosi artigiani dell’epoca.

Centro culturale

Il Centro per la Cultura sorge a Merano in via Cavour n. 1, di fronte all’Hotel Palace. L’edificio risale al 1887, fu adibito per molti anni a scuola, è stato sopraelevato di un piano negli anni Settanta del XX secolo e recentemente ristrutturato dall’architetto Rolando Dalla Torre per conto dell’Amministrazione comunale di Merano, che ne è proprietaria. L'ingresso della struttura si trova nel vicolo che separa il Centro da Palazzo Plankenstein. L'edificio, mantiene esternamente diversi elementi originari, dall’avancorpo meridionale e centrale leggermente sporgente, allo zoccolo di base con intonaco a fascioni orizzontali, ai cornicioni marcapiano e alle finestre rettangolari con cornici sagomate in rilievo e chiave di volta al piano rialzato e al primo piano. Al piano terra trova posto la sala principale capace di ospitare spettacoli di teatro come proiezioni cinematografiche conferenze. Al piano terra trova posto la sala principale capace di ospitare spettacoli di teatro come proiezioni cinematografiche conferenze. La sala esposizioni, adiacente alla sala musica, è dotata di sei panneli orientabili ed all'occorrenza removibili; si presta per mostre e piccoli convegni.

Casa della cultura

La casa per la cultura "Karl Schönherr" una casa elegante, multifunzionale è il centro culturale e sociale del capoluogo della Val Venosta ed oltre. Una casa aperta a tutti con attrezzature tecniche al massimo livello, che soddisfa qualunque esigenza. Nel marzo dell'anno 1985 all'arch.dott. Walter Gadner dall'amministrazione comunale venne conferito l'incarico di elaborare un progetto per una nuova casa della cultura. Presupposto era in primo luogo l'integrazione nel progetto dell'edificio che serviva da cinema e che a suo tempo era stato fatto costruire dal sig. Peter More-Vieider. La casa che oltre alla sala cinematografica ospitava anche il teatro e dove ebbero luogo anche altre manifestazioni era dedicata al poeta tirolese Karl Schönherr (1867-1943). Lo stesso aveva trascorso alcuni anni della sua gioventù a Silandro, dove suo padre lavorava come maestro elementare. Ovviamente si manteneva questo nome anche per la nuova casa della cultura. Dopo l'inizio dei lavori nell'anno 1990 gli stessi si conclusero il maggio 1998 ed il 19 settembre 1998 ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale della casa. Dopo la nomina del consiglio di amministrazione della casa della cultura da parte del consiglio comunale nel febbraio 1996 ebbe subito inizio l'attività nella sala pluriuso. La stessa si trova nella parte nuova dell'edificio e venne a causa della generosa sovvenzione da parte della Sparkasse e della Fondazione della Sparkasse della Provincia di Bolzano in seguito chiamata Sala Cassa di Risparmio. Questa nuova parte dell'edificio, dove si trovano sia il Foyer che la cucina, attraverso una speciale combinazione di vetri è collegata con la parte "vecchia". Nella parte "vecchia" si trova il teatro, il nucleo centrale della casa. Il gruppo di lavoro che nel marzo 1997 dal consiglio di amministrazione venne incaricato di provvedere all'ultimazione del teatro, riuscì a fare terminare i lavori nel più breve tempo, e venne attribuita molta importanza soprattutto alla funzionalità del teatro ed alla modernità degli impianti tecnici. Già il 2 maggio 1998 si ebbe l'inaugurazione della sala di teatro con il pezzo "Erde" di Karl Schönherr - rappresentato dal gruppo teatrale di Corces. All'occasione si ebbe anche modo di conoscere il nuovo bar del teatro. La prima proiezione cinematografica del 16 agosto 1998 diede prova della più avanzata tecnica in questo settore. Le spese di manutenzione della casa vengono coperte oltre che con le entrate dal cinema anche con quelle derivanti dall'affitto di diversi vani della casa, tra cui: - un vano con il bowling e bar nel piano interrato - un café sul piazzale - tre vani usati come uffici.

Castello

Sulla collina sopra Mareta, nei pressi di Vipiteno, si erge maestoso Castel Wolfsthurn, che lo storico tirolese Johann N. Tinkhauser descrisse, nel XIX secolo, come il “più bel castello del Tirolo”. Di proprietà della famiglia Sternbach fin dalla sua costruzione, il complesso barocco ospita dal 1996 il Museo provinciale della caccia e della pesca. Il Museo mostra le sale nobili con arredi originali e una ricca collezione storico-artistica di oggetti riguardanti la caccia e la pesca. Al castello conduce l’interessante percorso tematico “Bosco e acqua”. Il Museo provinciale della caccia e della pesca di Castel Wolfsthurn fa parte dei musei provinciali altoatesini e – insieme al Museo provinciale del vino di Caldaro – è accorpato al Museo degli usi e costumi di Teodone. Qui si può accedere alla pagina delle linee guida dei musei provinciali. Storia & mission del Museo In veste di assessore provinciale alla caccia e alla pesca, carica che ricoprì per lunghi anni, Luis Durnwalder fu il promotore dell’istituzione di un museo della caccia e della pesca. Nel 1986, Castel Wolfsthurn fu proposto come possibile sede. A convincere definitivamente furono la posizione, le dimensioni e le condizioni del castello, anche se il complesso non era mai stato un castello di caccia. Nel 1989 il Museo della caccia della pesca fu accorpato dal punto di vista amministrativo al Museo degli usi e costumi di Teodone. L’ala padronale del castello divenne sede del Museo, ma l’intero complesso rimase di proprietà della famiglia von Sternbach. Dopo accurati lavori di restauro e ristrutturazione al tetto, alle facciate, al giardino, ma anche agli stucchi e agli arredi all’interno del castello, il Museo provinciale della caccia della pesca fu infine inaugurato il 29 luglio 1996.

Museo

In una casa storica sotto i portici di Egna ha sede un interessante museo dedicato alla cultura popolare. Usi, abitudini e oggetti della quotidianità, tutto questo può essere ammirato nel Museo di cultura popolare di Egna. Questo museo è stato aperto nel 1995 in un edificio storico, in una delle ultime case dei portici non ancora restaurata. I pittoreschi portici di Egna con i loro edifici sono stati costruiti tra il 1300 e il 1600, mentre Egna (Neumarkt) è già stata fondata a fine del XII secolo. Mobili, giochi e accessori sono esposti su due piani e nel sottotetto, nelle antiche stanze dell'edificio si mostra la vita nel borgo nel XIX e nel XX secolo. Le basi per il museo le gettò la signora Anna Grandi Müller, la quale nel corso di decenni raccolse i vari oggetti espositivi in mercatini dell'usato e nelle soffitte. Venne realizzato un museo che oggi appare come se le stanze fosse realmente ancora abitate. Un ingresso in un mondo passato... Al Museo di cultura popolare (Museum für Alltagskultur), oggi gestito da volontari, potete vedere la stanza per il cucito e la stireria, lo spogliatoio, una stanza dedicata alla scuola e alla scrittura, la stanza dei bambini e delle bambole, così come anche la cucina e l'ambiente dedicato al culto. E come si raggiunge il museo? Si trova sotto i portici in zona pedonale, ma nei pressi del centro sono presenti possibilità di parcheggio. Il museo è raggiungibile anche con i mezzi pubblici, come ad esempio con l'autobus di linea n. 120 che circola tra Bolzano ed Egna.

Galleria d arte

Il profilo della galleria, inaugurata nel 1991 da Antonella Cattani, è caratterizzato da un programma espositivo volto a presentare personalità del contemporaneo che si sono distinte nel panorama artistico per l'esito della loro ricerca nelle diverse discipiline, dalla pittura alla scultura fino ai nuovi linguaggi. Alla presentazione di posizioni artistiche consolidate fra le quali citiamo Claude Viallat, Sean Shanahan, Marco Tirelli, Giuseppe Spagnulo, Marco Gastini, Giovanni Frangi, Gianni Dessì e Mats Bergquist si avvicendano i progetti di artisti di generazioni più vicine fra i quali Antonella Zazzera, Dana Widawski, Nataly Maier, Paolo Radi, Emanuela Fiorelli, Julia Bornefeld e Angela Glajcar. All' intendimento di dare continuità tra le epoche corrispondono inoltre le esposizioni che la galleria dedica a personalità artistiche storicizzate. Nel corso degli anni hanno così trovato realizzazione le mostre di protagonisti dell'arte italiana dopo il 1950 tra i quali sono Afro, Mirko Basaldella, Fortunato Depero, Pietro Consagra, Gastone Novelli, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato.