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Caffè delle lingue - Pubblicato da martin_inside

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English, Español, Français, Português

Gli ospiti del Caffè delle lingue possono scegliere liberamente quale tavolo di lingua frequentare e possono cambiare i tavolo durante lo stesso incontro. È consigliato sapere le conoscenze di base della relativa lingua straniera per poter seguire la conversazione al tavolo e per partecipare attivamente. La partecipazione non necessità un´iscrizione ed è gratuita.

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  • L'evento si tiene dal 23 Mag 2022 al 30 Giu 2022
    Esposizione tematica "Racconti di viaggio" nella Sala lettura della Teßmann Con l'arrivo dell’estate cresce il desiderio di evadere dalla quotidianità, di abbandonare le abitudini, di viaggiare e di scoprire cose nuove. Fino alla fine di giugno 2022, nella Sala lettura della Biblioteca Provinciale Dr. Friedrich Teßmann saranno esposti racconti di viaggio pubblicati negli ultimi anni. Rendono vivibili le esperienze dei viaggiatori e ci incoraggiano a condividere i loro viaggi nei nostri pensieri. I libri esposti possono essere prenotati online o consultati e presi in prestito in loco. https://tessmann.myargo.bz/it/carosello-contenuti/viaggare
  • Léonie Hampton from the Artist Collective Still/Moving - Matter at Hand Si tratta semplicemente di una chiave che permette di accedere a un universo. Per evitare di diventare ciechi e indifferenti, per tenere i nostri sensi all'erta. Si tratta di un dono semplice e generoso a un mondo che è capace di evolversi da solo non appena noi saremo in grado di connetterci con esso, e questo significa fare attenzione. ?Christian Cajoulle scrive sul lavoro di Léonie Hampton La pratica di Léonie attira l'attenzione su problemi e tensioni che orbitano attorno a lei. Utilizzando la macchina fotografica per farsi strada, le sue fotografie sono coinvolte in un costante processo di metamorfosi, tracciando vie attraverso terreni emotivi complessi. Inclinando lo specchio direttamente verso la sua vita, ci offre un'interazione con un altro mondo. Léonie segue l'invito che Donna Haraway fa a noi tutt* di "restare a contatto con il problema", cercando di spostare la percezione della realtà, offrendo altre possibilità e modi di essere. È la questione, non sarà mai il "soggetto". In Escape in Israel (2004) si vede l’inquieta vicinanza tra i/le militari, i/le laici/he e i/le religios* che permea questa parte del mondo tormentata dal conflitto. Un luogo in cui i confini e il territorio sono soggetti mortali, dove i riti quotidiani continuano, trascendendo la minaccia reale e perpetua della violenza. Dopo aver fotografato numerose famiglie in tutto il mondo, nella fotografia e nei film In the Shadow of Things (2011), Handwashing (2017) e Bron Folding (2017) Léonie rivolge la sua attenzione alla propria famiglia. La casa di sua madre, sottoposta alle leggi irrazionali e caratteristiche del DOC (disturbo ossessivo compulsivo), è "come un universo fiabesco, contemporaneamente attraente e forse inquietante. Il DOC la spinge a mettere ossessivamente le cose nell'ordine più perfetto possibile per poi riportarle d’improvviso a uno stato di disordine, essendo lei stessa l'unica a conoscere e inventare una logica alla base. Con la Commissione di Roma, Mend (2018), l'artista ha individuato un'opportunità unica per esplorare le sue ansie su come il mondo contemporaneo possa sentirsi dislocato. Includendo i suoi timori per le prossime generazioni, dalla paralisi mostrata dall'umanità di fronte alla distruzione dell'ambiente alla crescente divisione della ricchezza che ora incoraggia così tanti a rischiare la vita per attraversare confini pericolosi. Léonie ha provato a capire come dovrebbe interpretare questa visione di un mondo spezzato. Ha cercato gli edifici semi finiti e i progetti urbani abbandonati di Roma, le sue terre incolte che tornano a essere selvagge e le città temporanee di cartone sulle rive del Tevere, costruite da migranti intrappolati in un limbo legale. Attraverso le fotografie della sua famiglia, dei suoi figli giovani e del loro giardino, A Language of Seeds (2020), esplora la saggezza arcaica dei semi. I semi come "pietre di paragone botaniche che impongono un radicamento, un ritorno alla terra." (Christian Keeve). Nel Candido, Voltaire afferma che "dobbiamo curare i nostri giardini". Rebecca Solnit chiede: "È una dichiarazione di sconfitta o è un manifesto per la cura del giardino come un insieme più ampio di intenzioni e interventi? Se piantare ortaggi permette l’isolamento dai supermercati e dall’agricoltura industriale, è un atto politico e una vittoria politica, forse anche un attacco con le sembianze di una ritirata". La mano nera di carbone di un uomo ci mostra una spirale, come una sorta di scappatoia nel tempo. Bambini e piante diventano le nostre guide. Il film Worlding (Still/Moving 2021) esplora come potrebbe esserci un rapporto diverso con la terra, la natura e il luogo, offrendo nuove possibilità guidate da voci spesso ignorate. Our body is a planet (2022) esplora la maniera in cui i funghi ri-tessono la morte nella vita. Il film sfida il modo in cui pensiamo a noi stessi come entità individuali geneticamente stabilite, indipendenti dall'ambiente circostante. I percorsi simbiotici e patogeni dei funghi mettono in discussione il nostro immaginario animale e i sistemi di vita moderni e meccanici. E’ adesso il momento giusto per ricalibrarci? Per ri-incantarci tra di noi e con i nostri partner “più che umani”, "perché noi siamo umani solo nel contatto e nella convivialità, con quello che non è umano" (David Abram).
  • Ettore Tolomei. L'uomo che inventò L'Alto Adige Ne parlano l'autore, Maurizio Ferrandi, Hannes Obermair e Adina Guarnieri. La controversa figura di Ettore Tolomei (1865-1952) e la sua ingombrante eredità – spirituale, ma soprattutto materiale – sono da sempre motivo di contrasti e irritazione, persino di eclatanti atti dimostrativi, nella terra di cui proprio lui ha coniato la denominazione italiana ufficiale. Impossibile, del resto, separare il destino dell’Alto Adige dal percorso politico e umano del geografo di origini trentine, che fu dapprima irredentista e poi fascista, ma comunque sempre animato da un nazionalismo fervente, non privo di tratti fanatici. Senatore del Regno e alfiere dell’italianizzazione forzata del Sudtirolo, dai primi anni Venti del Novecento ebbe modo di portare a compimento l’opera di redazione della toponomastica italiana avviata già nel 1906 – dunque ben prima del Trattato di Saint-Germain e dell’avvento di Mussolini – e di pubblicare il celebre Prontuario, cui seguirono continue nuove e aggiornate edizioni. Tale toponomastica è tuttora in vigore e non cessa di rinfocolare antiche polemiche o di diventare occasione pretestuosa per minare qualsiasi progetto di reale convivenza tra lingue e culture diverse. Come (finora) unica monografia dedicata a Tolomei, l’opera ricostruisce minuziosamente la vita piuttosto turbolenta di un uomo che è – insieme – figlio del suo tempo ed emblema dei nazionalismi di tutti i tempi e luoghi. Una monografia che indaga una personalità complessa, nella quale si riflettono i grandi avvenimenti della storia di una regione, teatro di conflitti non ancora completamente superati. La nuova e aggiornata edizione dell’opera offre lo spunto per un dialogo fra l’autore e giornalista Maurizio Ferrandi e lo storico Hannes Obermair. Funge da moderatrice la storica Adina Guarnieri. Un’iniziativa congiunta delle due biblioteche provinciali “Claudia Augusta” e “Dr. Friedrich Teßmann”. Ore 20:00 I Ingresso dalle ore 19:30 Vi preghiamo di arrivare per tempo! È possibile prenotare il posto a sedere tramite il sistema di prenotazione sul sito della Biblioteca provinciale! L’evento si tiene nella sala lettura della Biblioteca Teßmann, nel rispetto delle vigenti misure di sicurezza.